Dalla conferenza stampa di Lagarde emerge come l’incertezza continui a rimanere elevata. Donatella Principe, Head of Global Strategy di Intermonte

Bce Pepp Lagarde comparto governativo europeo

La BCE ha deciso all’unanimità di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento, come previsto, lasciando il tasso sui depositi al 2,25%. Alcuni governatori si sono tuttavia chiesti se ci fosse la necessità di un rialzo dei tassi.

 

L’outlook sui prezzi dell’energia resta volatile, ma ancora in linea con lo scenario di base delineato nelle proiezioni di giugno. A questo proposito, va sottolineato che il prezzo del petrolio è tornato su livelli vicini a quelli registrati in occasione della riunione che aveva portato al rialzo dei tassi a giugno.

 

Dopo il dato sull’inflazione di giugno, inferiore alle attese, l’istituto avverte che l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi pienamente, che i rischi per la crescita restano orientati al ribasso e che si sta notando un calo graduale della crescita dei salari.

 

Lagarde ha inoltre evidenziato come le recenti valutazioni secondo cui i rischi apparivano più bilanciati non siano più valide. Particolare attenzione è rivolta agli effetti indiretti e a quelli di secondo turno, sebbene Lagarde abbia precisato che questi ultimi non siano ancora emersi nei dati. La necessità di un aumento del requisito di riserve minime non è stata discussa in giornata.

 

L’approccio ribadito dalla BCE resta quello consueto: data dependent e meeting by meeting. Infine, Lagarde ha affermato che resterà alla guida della BCE fino al 2027. I mercati prezzano un rialzo dei tassi di 25 pb a settembre e uno a dicembre.