Big Tech: le consistenti revisioni al rialzo della spesa in conto capitale riflettono il boom delle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, mentre iniziano a emergere i primi segnali di una crescente monetizzazione. DWS

Sebbene il mercato continui a riflettere una forte fiducia nel potenziale di lungo termine del settore, la questione chiave resta la velocità con cui gli investimenti riusciranno a tradursi in crescita degli utili. I primi segnali di monetizzazione iniziano tuttavia a manifestarsi, sostenuti dall’aumento dei ricavi legati all’intelligenza artificiale e dal forte incremento dei backlog nel cloud, elementi che indicano un rafforzamento del legame tra investimenti e commercializzazione.
Negli ultimi dodici mesi gli analisti hanno rivisto significativamente al rialzo le stime relative alla spesa in conto capitale dei “Big 5” hyperscaler – Alphabet (Google), Amazon, Microsoft, Meta e Oracle.
L’entità di tali revisioni è risultata più marcata rispetto a quella registrata per le aspettative su ricavi e utili. Il fenomeno appare particolarmente evidente guardando agli orizzonti temporali più lontani: se le revisioni per il 2026 sono già rilevanti, quelle per il 2027 risultano ancora più consistenti. Nel complesso, ciò suggerisce che i mercati attribuiscano sempre più all’attuale ciclo di investimenti una natura strutturale e di lungo periodo.
Attualmente, gli investimenti sono attesi in crescita di circa il 70% nel 2026. Come sottolinea Tobias Rommel, Portfolio Manager Global Equities, la spesa per infrastrutture AI si avvicinerà quest’anno agli 800 miliardi di dollari.
Uno dei principali fattori alla base di questa dinamica è il continuo ampliamento delle infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale.
Una quota significativa degli investimenti sembra essere destinata alla potenza di calcolo – inclusi server, unità di elaborazione grafica (GPU) e sistemi di archiviazione – mentre la restante parte riguarda edifici, approvvigionamento energetico e sistemi di raffreddamento. Parallelamente, gli elevati backlog di ordini registrati dai provider cloud indicano una domanda strutturalmente robusta. In questo contesto, le aziende potrebbero trovarsi sotto crescente pressione ad aumentare ulteriormente gli investimenti per mantenere la propria competitività.
Semiconduttori e memoria in ascesa
Questa dinamica degli investimenti inizia a riflettersi anche nell’evoluzione degli utili delle società che forniscono componenti dell’infrastruttura AI. In particolare, i segmenti dei semiconduttori e delle memorie stanno registrando una crescita sostenuta. Rommel osserva: “Ci aspettiamo una crescita degli utili di circa il 60% per i titoli tecnologici quest’anno”. Allo stesso tempo, le valutazioni in molti segmenti legati all’AI si sono normalizzate rispetto ai picchi precedenti. Di conseguenza, l’attenzione del mercato si sta progressivamente spostando dalle sole aspettative future alla concreta capacità di generare utili.
Si osserva inoltre una crescente dispersione tra le società del settore. Le aziende maggiormente esposte ai trend di investimento legati all’intelligenza artificiale stanno generalmente sovraperformando il resto del mercato. Questa evoluzione potrebbe creare ulteriori opportunità nel tempo, anche per quelle imprese capaci di integrare con successo l’AI nei propri modelli di business.

