Bond Bulletin Settimanale a cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management

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Le turbolenze geopolitiche hanno messo alla prova il debito dei Mercati Emergenti che, tuttavia, ha mostrato resilienza. I rendimenti sono saliti, le valute hanno tenuto e la tesi d’investimento basata sui fondamentali rimane valida.

Fondamentali

I tassi locali dei Mercati Emergenti hanno mostrato una buona tenuta durante le recenti tensioni sui mercati. Con il miglioramento degli assetti di politica economica e lo sviluppo di mercati dei capitali locali più liquidi, i listini delle obbligazioni in valuta locale sono stati meno volatili rispetto agli altri segmenti del reddito fisso. In particolare, in Euro, a partire dal 27 febbraio il debito in valuta locale dei Mercati Emergenti ha sovraperformato di 130 punti base (pb) i titoli di Stato dell’area Euro, con le valute dei Mercati Emergenti che si sono apprezzate rispetto alla moneta unica. (Tutti i dati sono di Bloomberg, al 22 aprile 2026.)

I recenti avvenimenti geopolitici hanno consolidato un cambiamento strutturale che era già in atto: gli attivi statunitensi non sono più considerati automaticamente un bene rifugio nei periodi di tensione a livello globale. Gli investitori sono sempre meno propensi a trascurare il deterioramento dei fondamentali economici degli Stati Uniti, preferendo una maggiore diversificazione al di fuori degli attivi statunitensi. L’aumento dei prezzi dell’energia innesca un effetto inflazionistico che riduce lo spazio di manovra delle banche centrali.

È probabile, tuttavia, che anche l’impatto negativo sulla crescita sia significativo. Nel complesso riteniamo che, per il momento, le Banche Centrali dei Mercati Emergenti mantengano invariati i tassi d’interesse, riservandosi la possibilità di ridurli in futuro.

Valutazioni quantitative

Il conflitto in Medio Oriente ha creato valore nei listini locali dei Mercati Emergenti offrendo un punto di ingresso migliore rispetto a un mese fa: nonostante la leggera correzione, il rendimento a scadenza sul debito in valuta locale dei Mercati Emergenti si colloca al 6,16%. I rendimenti reali rimangono vicini ai massimi storici nella media dei Mercati Emergenti.

Fattori tecnici

Al momento il quadro tecnico è più favorevole. Prima dello scoppio della crisi, le varie tipologie di investitori (discrezionali e sistematici) avevano un posizionamento lungo. La crisi ha eliminato le posizioni degli investitori “fast money”, mentre quelli sistematici hanno addirittura scommesso sui tassi a breve. Gli investitori “real money” hanno verosimilmente ridotto la propria esposizione, ma continuano ad avere posizioni lunghe. Di conseguenza il quadro tecnico è molto più favorevole, con nuova liquidità pronta per essere investita.

 

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?

I tassi locali dei Mercati Emergenti sono interessanti, sostenuti dal miglioramento dei quadri normativi e da una crescita solida. Con fattori tecnici ancora favorevoli e le Banche Centrali che mantengono margini di manovra per un eventuale allentamento, la ripresa della svalutazione del dollaro statunitense e la domanda costante di attivi dei Mercati Emergenti rafforza ulteriormente la tesi per una diversificazione del portafoglio rispetto ai tradizionali beni rifugio.