Il toponimo«Brigaldara» fa la sua comparsa nel XII secolo in alcuni atti di compravendita.
Ai piedi del Monte Masua, tra San Floriano e Valgatara, al centro della Valle di Marano, doveva già sorgere un casolare, il cui podere era vocato da tempo immemore alla vite, alla coltivazione dell’olivo, degli alberi da frutto e dei cereali.
Il XX secolo sigla l’atto di nascita dell’azienda agricola Brigaldara come oggi la conosciamo. Con l’acquisto, nel 1928, da parte d ella famiglia Cesari cresce la specializzazione vitivinicola.
2000: Un nuovo inizio
Stefano Cesari e i figli Lamberto e Antonio, avviano un profondo rinnovamento delle strutture produttive, della cantina e, soprattutto, promuovono una sistemazione razionale dei vigneti.
Vengono acquisiti nuovi appezzamenti per totale di 120 ettari, di cui 47 vitati, in tre aree distinte della Valpolicella.
L’incredibile ricchezza e varietà delle aree vitate, dei suoli, del clima, dell’altitudine e delle caratteristiche morfologiche dei terreni danno origine a un patrimonio rurale che accoglie la viticoltura.
Uno stile improntato sulla tradizione, senza rinunciare alla bevibilità, alla freschezza e, sopra ogni cosa, al rispetto varietale di tutte le uve coltivate: Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta.
Brigaldara è stata una delle prime cantine della Valpolicella a impostare un doppio passaggio in legno per l’affinamento dell’Amarone del Recioto.
I vini vengono posti in barrique nella prima fase dell’affinamento, per poi completarla in botti grandi da 20 e 25 ettolitri. Il legno piccolo favorisce l’ossigenazione e la fissazione del colore, mentre quello grande completa la maturazione del vino.

