Eventuali shock energetici potrebbero generare tensione sui titoli di stato italiani ma la buona gestione della finanza pubblica frena lo spread. Filippo Casagrande,  Chief of Investments di Generali Investments 

 

BTP

In termini di investimento, il recente rally suggerisce cautela nel tentare di anticipare un ulteriore strappo al rialzo dei listini azionari. Se da un lato non si può negare il buon andamento degli utili aziendali (specie negli USA e nel settore tecnologico), dall’altro i mercati sembrano non vedere i rischi al ribasso sulla crescita derivanti da una spirale inflattiva.

 

Sui BTP, va tenuto conto come l’Italia sia più sensibile agli shock energetici. Di conseguenza, nel contesto attuale è difficile rivedere a breve i minimi di spread visti nella prima parte dell’anno. Parimenti, la buona gestione della finanza pubblica negli ultimi anni riduce i rischi di un allargamento sensibile degli spread.

 

Nel comparto governativo, favoriamo i Gilt britannici, nonché i bond governativi in valuta locale dei paesi emergenti che offrono tassi reali elevati (come Brasile, Colombia, Messico e Ungheria) che quindi rimangono per noi un’area interessante di diversificazione, considerando i tassi reali molto elevati offerti dalla regione.

 

Un approccio complessivamente molto selettivo appare per ora preferibile

 

Guardando ai vari segmenti di mercato, un punto chiave è capire se il settore tecnologico stia affrontando una bolla. Come detto, il buon andamento degli utili aziendali e i margini ai massimi storici sembrano smentire tale ipotesi, suggerendo quindi un atteggiamento positivo sul settore. Ovviamente, non si possono escludere fasi di volatilità (come quelle registrate nella prima parte dell’anno), specie per quei titoli con le valutazioni estremamente elevate e con difficoltà a finanziare con mezzi propri gli investimenti necessari per essere competiti nella corsa per l’Artificial Intelligence.

 

A fianco al settore tecnologico, confermiamo settori strategicamente importanti per l’economia domestica, come i settori bancario e della difesa in Europa, nonché i titoli auriferi (nonostante la volatilità delle ultime settimane) e utilities .

 

Sul lato dei tassi, come detto adottiamo un approccio neutrale sulla duration, ma con una gestione attiva per gestire la volatilità attorno ai livelli attuali dei tassi, che sono storicamente elevati.

 

Conclusione

Il quadro in cui ci troviamo ad operare è molto complesso e molto aperto. Strutturalmente, il mondo va verso la disinflazione (AI, ampia capacità produttiva, Cina, abbondanza potenziale di energia), ma l’evoluzione geopolitica  (guerra, tagli dei tassi, dazi, bisogno di crescere a tutti i costi per catturare consenso) e fattori congiunturali (El Niño) possono spingere in direzione contraria ossia stagflazione.