Un portafoglio concentrato di titoli di società ad alta qualità consente di ridurre sensibilmente il rischio. Eva Fornadi, gestore del fondo Comgest Growth Europe Opportunities
Come selezionate i titoli da inserire in portafoglio?
Vediamo la selezione delle azioni come una maratona piuttosto che uno sprint. Il nostro processo di investimento è totalmente di tipo bottom-up e orientato alla crescita di qualità di lungo termine.
Indipendentemente dallo stato dell’economia, vogliamo che le nostre aziende abbiano una buona tenuta e che le vendite e gli utili crescano e accumulino sul lungo periodo. Prima di esaminare la valutazione di un’azienda o i parametri finanziari calcolati sulla base del bilancio, vogliamo essere sicuri della qualità.
La specificità del nostro approccio deriva dalla concentrazione del portafoglio e dall’intrinseca ed elevata avversione al rischio delle società ad alta qualità in cui investe. È proprio su queste convinzioni basate sulla qualità delle imprese, che poggia l’integrazione dei diversi criteri ESG all’interno dell’analisi fondamentale.

Quali scelte di asset allocation hanno condizionato – in positivo o in negativo – la performance del fondo negli ultimi anni?
Nel corso di 30 anni di gestione di portafogli azionari quality growth abbiamo assistito a numerose rotazioni, tipicamente a seguito di cambiamenti nella percezione della crescita economica e di solito durano uno o più trimestri.
Le crisi passate hanno visto i più forti diventare ancora più forti e ci aspettiamo che ciò accada di nuovo. Le migliori aziende approfittano delle fasi difficili per aumentare il proprio vantaggio competitivo. Come e quando riemergeremo da questa crisi è ancora molto incerto, ma rimaniamo saldi alla nostra convinzione per cui saranno le aziende di migliore qualità ad emergere più forti.
Qual è l’attuale asset allocation del fondo per aree paesi e settori?
È presto per dire se questa rotazione ciclica si tradurrà o meno in una ripresa economica sostenuta. Ciò che sta diventando sempre più chiaro, tuttavia, è che la crisi ha agito da acceleratore delle tendenze pre-crisi.
Prendiamo ad esempio la penetrazione dell’online. I lockdown hanno creato nuove abitudini nel campo dell’e-commerce che probabilmente si tradurranno in una spinta sostenuta della penetrazione online, a vantaggio di aziende come Adyen nell’universo dei pagamenti e rivenditori nativi di e-commerce come Inditex.
Anche beneficiari meno ovvi, come L’Oréal in Cina, probabilmente raccoglieranno i frutti degli investimenti in digitale fatti in passato. Lo stesso ragionamento vale per la domanda di cloud computing che è aumentata durante la crisi, quando le persone si sono spostate a lavorare da casa. In modo simile, Accenture sembra destinata a beneficiare del fatto che i clienti si rivolgono ad essa per avere assistenza nelle loro trasformazioni digitali.

