La presentazione dell’outlook per quest’anno di Capital Group ha evidenziato come le prospettive nei prossimi mesi per l’investimento obbligazionario siano tutto sommato positive.

Flavio Carpenzano

Innanzitutto, come ha ricordato Flavio Carpenzano, Investment Director per il reddito fisso di Capital Group, tale immensa asset class necessita di un approccio di lungo periodo, in quanto fare timing appare in tale ambito particolarmente intricato.

Basti pensare ad esempio che sulle emissioni a maggiore duration, l’85% delle performance nel 2023 è stato generato a novembre e a dicembre.

 

I bond nel loro complesso inoltre restano attraenti nonostante il rally che c’è stato negli ultimi due mesi dell’anno scorso, uno dei più forti dagli anni 80. In realtà, però, ricorda sempre Carpenzano, tale fenomeno ha riportato i rendimenti ai livelli di inizio 2023.

Essi restano elevati rispetto alla loro media dell’ultimo decennio. Inoltre i tassi nominali sono sì tornati nell’area in cui si posizionavano a inizio 2023, quelli reali però sono molto più elevati: all’inizio dell’anno scorso infatti l’inflazione statunitense si posizionava intorno al 6,5%, oggi siamo scesi al 3%. Di conseguenza, l’insieme del reddito fisso dovrebbe dare parecchie soddisfazioni agli investitori nei prossimi anni.

Questo innanzitutto per il fatto che abbiamo raggiunto il picco del ciclo restrittivo della politica monetaria delle banche centrali dei paesi sviluppati, una fase che storicamente costituisce un periodo favorevole per investire in tale macro asset class. Essa infatti in tale scenario tende a sovraperformare il cash negli anni successivi: è probabile che il fenomeno si ripeta anche nel prossimo futuro, visti i 5,7 trilioni di dollari circa tuttora collocati in liquidità. Soldi che potrebbero tornare a essere investiti su attività a più elevata scadenza.

Carpenzano sottolinea come anche i corporate high yield americani ad esempio, nonostante spread ritenuti stretti, storicamente quando hanno raggiunto un YTM dell’8% come ora, hanno poi generato un rendimento effettivo nei cinque anni successivi pari all’8,2%

Infine ovviamente è difficile fare previsioni sul risultato delle elezioni presidenziali statunitensi così come tentare di delineare quali saranno gli effetti della vittoria di ciascuno dei due candidati. Va detto però che sia i Democratici sia i Repubblicani supportano politiche fiscali espansive. Di conseguenza, il permanere di deficit elevati porterà a pressioni al ribasso sui tassi di interesse.