Utili netti, proventi operativi, commissioni e riduzione dei costi operativi a livelli record sono i punti di forza della semestrale di Intesa Sanpaolo

Semestrale decisamente ottima per Intesa Sanpaolo. I dati presentati dall’amministratore delegato Carlo Messina sono stati decisamente ottimi. Vediamo i più significativi:

– L’utile netto, pari a 3 miliardi di euro, rappresenta il miglior dato,  come primo semestre, a partire dal 2008. Un risultato che non beneficia ancora delle sinergie derivanti dall’integrazione con Ubi Banca stimate a oltre 1 miliardo.

– I proventi operativi netti sono i più alti di sempre (+1,7% vs 1° sem. ‘20). Ciò grazie al migliore primo semestre di sempre per le commissioni (+13,2% vs 1°sem. 20).

– Una significativa riduzione dei costi operativi (-2,3% vs 1° sem. 20).

– 694 milioni di dividendi cash pagati a maggio 2021. È prevista un’ulteriore distribuzione di 1,9 miliardi da riserve da pagare il 20 ottobre 2021. Infine 1,4 miliardi, sotto forma di interim dividend, il 24 novembre 2021.

– Riduzione di 1,6 miliardi dei crediti deteriorati lordi nei primi sei mesi con il più basso flusso di crediti deteriorati del 1°  semestre di sempre.

Carlo Messina ha commentato questi dati con evidente soddisfazione: «La forza del nostro bilancio ci consente di assicurare un impatto concreto sull’economia e sulla società. Dal 2014 sono circa 128.000 le imprese italiane che abbiamo sostenuto nel percorso di rientro in bonis (circa 5.000 nel solo primo semestre dell’anno). Proseguiremo negli interventi volti alla riduzione del disagio socioeconomico causato dalla pandemia. Destineremo 150 milioni, ovvero il 50% del nostro Fund for Impact, a nuovi progetti e iniziative. Le misure da mettere a disposizione dell’attuazione del Pnrr ricopriranno un ruolo centrale. Un focus sempre maggiore verrà riservato agli aspetti Esg, al ‘green’, al digitale, alla crescita inclusiva, alla salute e alle nuove generazioni».