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	<title>outlooksecondo25 Archives - Future Investments</title>
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	<item>
		<title>Europa: il futuro economico. Una base stabile in un mondo instabile</title>
		<link>https://fondiesicav.it/europa-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 10:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[outlooksecondo25]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[credito societario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le prospettive economiche dell'Europa appaiono poco brillanti per le sfide strutturali da affrontare. Ma diversi fattori concorrono a offrire un contesto stabile. PIMCO</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><b>Nicola Mai, Economista e Analista del Credito Sovrano e Saurabh Sud, Portfolio Manager di <a href="https://www.linkedin.com/company/pimco/" target="_blank" rel="noopener">PIMCO</a></b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-174362 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/04/Europa.png" alt="Europa" width="502" height="596" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/04/Europa.png 502w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/04/Europa-253x300.png 253w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/04/Europa-350x416.png 350w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal">Le prospettive economiche dell&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/Europa">Europa</a> appaiono poco brillanti a causa di sfide strutturali. Ma i progressi istituzionali, il miglior coordinamento delle politiche e una maggiore coesione politica offrono un contesto stabile per gli investitori.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Con tassi di interesse stabili e un mercato del credito resiliente, la regione offre opportunità interessanti per chi cerca diversificazione e rendimenti affidabili in un panorama globale incerto.</h4>
<figure id="attachment_177217" aria-describedby="caption-attachment-177217" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-177217" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/08/Nicola-Mai_PIMCO-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-177217" class="wp-caption-text">Nicola Mai</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;economia globale appare frammentata e, unitamente ai livelli elevati del debito pubblico, creerà un contesto di elevata volatilità macroeconomica, con rischi generalmente orientati al ribasso.</p>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;Europa non fa eccezione. Le sfide interne ed esterne indicano che le prospettive macroeconomiche dell&#8217;Europa rimarranno modeste, con un potenziale di crescita in rallentamento dall&#8217;1% circa pre-pandemia allo 0,5% circa nei prossimi cinque anni.</p>
<p class="v1MsoNormal">Questo rallentamento è determinato dall’indebolimento demografico e dalla crescita più lenta della produttività. Le prospettive di produttività debole riflettono sfide continue quali il ritardo nella corsa tecnologica globale, l&#8217;intensa concorrenza della Cina e i prezzi elevati dell&#8217;energia rispetto al periodo precedente alla guerra in Ucraina. Il tutto aggravato da un contesto commerciale globale meno favorevole.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il cambiamento della politica fiscale tedesca verso una maggiore spesa per la difesa e le infrastrutture è significativo. Tuttavia, non prevediamo che questo si estenda a tutta la regione, poiché altri Paesi importanti come Francia, Italia e Spagna difficilmente aumenteranno la spesa non finanziata a causa dei vincoli di sostenibilità del debito.</p>
<p class="v1MsoNormal">La spesa aggiuntiva per la difesa, escluso per la Germania, sarà probabilmente compensata in larga misura da tagli alla spesa in altri settori.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nel complesso, prevediamo un orientamento di bilancio sostanzialmente neutro in tutta l&#8217;area dell&#8217;euro nei prossimi cinque anni.</p>
<p class="v1MsoNormal">Sul fronte nominale, è improbabile che l&#8217;inflazione torni al livello dell&#8217;1% registrato negli anni precedenti la pandemia, date le pressioni alla deglobalizzazione e le aspettative di inflazione leggermente più elevate.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ciononostante, prevediamo che l&#8217;inflazione si assesterà al di sotto dell&#8217;obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale europea. Le prospettive di crescita e inflazione deboli continueranno ad ancorare i tassi di politica monetaria di equilibrio, che nel tempo potrebbero scendere al di sotto dell&#8217;attuale livello nominale del 2% suggerito dai nostri modelli.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Resilienza nella regione</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Per quanto possa sembrare cupo, c&#8217;è un lato positivo: prevediamo che l&#8217;unione monetaria rimarrà stabile nel lungo periodo. Negli ultimi anni la regione ha superato importanti stress test, tra cui una pandemia e una guerra, dimostrando un forte impegno politico all&#8217;unità.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Questa resilienza è stata sostenuta da significativi progressi istituzionali, come l&#8217;affermazione da parte della BCE del ruolo di prestatore di ultima istanza affidabile per i governi sovrani (attraverso vari programmi di acquisto di asset e strumenti per affrontare le tensioni per il debito sovrano), nonché da una migliore cooperazione fiscale attraverso trasferimenti fiscali transfrontalieri finanziati dal programma Next Generation EU legato alla pandemia.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Sebbene Next Generation EU sia concepito come uno strumento una tantum, offre un potenziale modello per future recessioni.</p>
<p class="v1MsoNormal">Anche il panorama politico odierno appare meno destabilizzante. Per quanto le pressioni populiste rimangano vive e vegete, con partiti di estrema destra al governo o in ascesa, il vero euroscetticismo volto a smantellare l&#8217;UE e l&#8217;unione monetaria si è affievolito.</p>
<p class="v1MsoNormal">Per esempio, i rischi percepiti in relazione all&#8217;elezione di un governo di estrema destra in Italia si sono rapidamente dissipati quando l&#8217;amministrazione ha adottato politiche economiche moderate. Il sostegno all&#8217;euro è attualmente ai massimi livelli. E l&#8217;impegno politico a favore della coesione potrebbe rafforzarsi ulteriormente in un contesto politico globale più conflittuale.</p>
<p class="v1MsoNormal">Detto questo, i rischi permangono. Stiamo monitorando attentamente la Francia a causa del forte aumento del rapporto debito/PIL, delle difficoltà nell&#8217;attuazione dei tagli alla spesa e del rapporto tra gettito fiscale e PIL già molto elevato.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia è probabile che alla fine si proceda ad alcuni aggiustamenti fiscali, che consideriamo più un premio di rischio specifico della Francia che un rischio esistenziale per la regione.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Implicazioni per gli investimenti: tassi e valute</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Le prospettive di crescita difficili e il contesto di inflazione moderata da noi atteso suggeriscono che le valutazioni della duration europea dovrebbero rimanere stabili. Con i <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/Bund">Bund</a> che potrebbero rappresentare un buon elemento di diversificazione nei portafogli. Inoltre, l&#8217;aumento della domanda di asset europei sicuri, trainato dalla diversificazione globale dagli Stati Uniti, potrebbe sostenere ulteriormente la duration.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Il tema delle curve più ripide menzionato nel nostro outlook vale anche per l&#8217;Europa. I tassi nella parte iniziale e centrale della curva dovrebbero rimanere ancorati da bassi tassi di politica monetaria di equilibrio. Mentre i rendimenti a lungo termine dovrebbero essere sostenuti dall&#8217;aumento delle emissioni tedesche.</h4>
<p class="v1MsoNormal">La stabilità dell&#8217;unione monetaria dovrebbe tradursi in spread sovrani relativamente stabili rispetto ai Bund, consentendo agli investitori di ottenere rendimenti aggiuntivi acquistando un paniere diversificato di titoli sovrani dell&#8217;area euro. Anche il confine tra Paesi core e periferici sta diventando sempre più sfumato. Pertanto gli investitori dovrebbero scegliere i titoli sovrani in base ai fondamentali relativi piuttosto che alla tradizionale suddivisione in categorie.</p>
<p class="v1MsoNormal">Per quanto riguarda le valute, non riteniamo che il ruolo del dollaro come valuta di riserva globale sarà messo in discussione. Tuttavia, la diversificazione globale potrebbe rivelarsi un modesto vento a favore per l&#8217;euro.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Implicazioni per gli investimenti: credito societario</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Nel segmento del <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/investment-grade">credito investment grade</a> di alta qualità il mercato europeo, che supera i 4.000 miliardi di euro, offre numerose opportunità di investimento in emittenti che hanno superato la prova di diversi cicli economici e sono abituati a operare in un contesto di crescita modesta.</p>
<p class="v1MsoNormal">Data la modesta crescita del PIL della regione, molte società di alta qualità hanno adottato strategie di bilancio relativamente conservative, garantendosi un&#8217;ampia flessibilità finanziaria per affrontare con successo una serie di scenari macroeconomici. La gestione attiva è fondamentale per individuare queste opportunità selezionate.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Il mercato investment grade europeo beneficia anche della diversificazione intrinseca offerta dalla duration che, a circa cinque anni, è ancorata al livello in cui vediamo i rendimenti corretti per il rischio più interessanti. Nell&#8217;universo globale del credito, la minore sensibilità ai tassi d&#8217;interesse del mercato creditizio europeo ha contribuito alla sua minore volatilità negli ultimi anni, posizionandolo vantaggiosamente in un contesto di curve dei rendimenti più ripide.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Oltre all&#8217;investment grade, il mercato obbligazionario <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/high-yield">high yield</a> europeo ha registrato un significativo miglioramento della qualità negli ultimi 15 anni, con oltre il 65% del mercato ora classificato BB. Durante questo periodo, l&#8217;high yield europeo ha generato rendimenti paragonabili a quelli del mercato azionario europeo. Ma con una volatilità nettamente inferiore.</p>
<p class="v1MsoNormal">Con il continuo aumento delle valutazioni azionarie, il credito ha il potenziale per sovraperformare nuovamente nell&#8217;orizzonte secolare, ma con solo un terzo o la metà della volatilità.</p>
<p class="v1MsoNormal">Infine, il credito europeo potrebbe naturalmente beneficiare del numero crescente di investitori che cercano di diversificare il proprio portafoglio allontanandosi dal credito statunitense, che è prevalentemente concentrato nelle società statunitensi.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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			</item>
		<item>
		<title>USA, non è ancora tempo di recessione</title>
		<link>https://fondiesicav.it/usa-recessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 09:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[outlooksecondo25]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Payden & Rygel]]></category>
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		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono le prospettive per la seconda metà dell'anno tra dazi, crescita e inflazione? L'outlook di Jeffrey Cleveland, Payden &#038; Rygel</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><b>Jeffrey Cleveland, Chief Economist di <a href="https://www.linkedin.com/company/payden-rygel/" target="_blank" rel="noopener">Payden &amp; Rygel</a></b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal"><b><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-131659 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/USA_10.jpg" alt="stati uniti" width="700" height="358" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/USA_10.jpg 700w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/USA_10-300x153.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/USA_10-150x77.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/USA_10-696x356.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p class="v1MsoNormal">La prima metà del 2025 è stata caratterizzata da forti oscillazioni sui mercati finanziari, legate soprattutto al clima di incertezza generato dall&#8217;introduzione di nuovi <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/dazi">dazi</a> da parte dell&#8217;amministrazione Trump all&#8217;inizio di aprile, quando l&#8217;S&amp;P 500 ha visto un crollo complessivo del 19% rispetto al suo picco, alimentando le voci di un imminente ingresso degli Stati Uniti in recessione.</p>
<figure id="attachment_139075" aria-describedby="caption-attachment-139075" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-139075" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/Jeffrey-Cleveland_Payden-Rygel_lr-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" /><figcaption id="caption-attachment-139075" class="wp-caption-text">Jeffrey Cleveland</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Una volta assorbito lo shock iniziale, però, con l&#8217;inizio dei negoziati l&#8217;allarme è rientrato e i listini azionari hanno completamente recuperato il crollo post-<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/liberation-day">Liberation Day</a>. Mentre gli spread delle obbligazioni societarie high yield nelle ultime settimane sono arrivati a comprimersi al livello più basso dell&#8217;ultimo anno.</p>
<p class="v1MsoNormal">Sul fronte dell&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione">inflazione</a>, negli ultimi tre mesi gli indici <i>core</i> hanno registrato un deciso raffreddamento, con la lettura mensile del PCE <i>core</i> che ha toccato una media dello 0,14%, il dato più basso dell&#8217;attuale ciclo.</p>
<h5 class="v1MsoNormal">Le sorprese in materia di politica commerciale e fiscale, con i timori di un&#8217;escalation di licenziamenti e tagli al bilancio federale, hanno portato all&#8217;indebolimento del dollaro e a un rapido deterioramento delle aspettative di crescita dell&#8217;economia Usa. Ma, alla fine, il Dipartimento dell&#8217;Efficienza Governativa (DOGE) si è concretizzato in soli $9,4 miliardi di tagli presentati al Congresso, pari allo 0,14% dell&#8217;intera spesa federale del 2024.</h5>
<p class="v1MsoNormal">Anche il numero dei licenziamenti dei dipendenti pubblici è calato da marzo in poi. E la spesa federale per il 2025 sembra addirittura prossima a superare di un quarto quella dello scorso anno. Nel corso del primo trimestre, se il Pil nominale ha subito una contrazione a causa del calo delle importazioni, il Pil sottostante ha invece mantenuto un ritmo di crescita positivo, al netto delle componenti più volatili come commercio e spesa pubblica.</p>
<p class="v1MsoNormal">Senza ignorare i rischi che l&#8217;introduzione di nuovi dazi implica per l&#8217;economia, di fatto tassando famiglie e imprese, crediamo che gli Stati Uniti siano ancora in grado di evitare una recessione, grazie soprattutto a un mercato del lavoro in salute, in grado di sostenere i consumi.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il tasso di disoccupazione, infatti, è rimasto stabile al 4,2% per i primi mesi dell&#8217;anno, per poi calare al 4,1% in giugno. Ma, al tempo stesso, la crescita dei posti di lavoro ha subito una battuta d&#8217;arresto.</p>
<h5 class="v1MsoNormal">Questo perché la contrazione della forza lavoro, in parte dovuta alle restrizioni all&#8217;immigrazione e ai decreti di espulsione, ha contribuito alla stabilità del tasso di disoccupazione, nonostante il leggero rallentamento delle assunzioni.</h5>
<p class="v1MsoNormal">Simili periodi sono, a dire il vero, rari, dal momento che la disoccupazione tende a diminuire lentamente o ad aumentare vertiginosamente.</p>
<p class="v1MsoNormal">Crediamo che i rischi al ribasso per la crescita dell&#8217;occupazione supereranno la pressione al rialzo derivante dalla contrazione della forza lavoro, portando a un graduale aumento del tasso di disoccupazione nei prossimi mesi. Anche perché le revisioni al ribasso dei dati passati suggeriscono un&#8217;ulteriore frenata delle assunzioni in futuro. Mentre l&#8217;aumento delle richieste continuative di sussidi di disoccupazione indica che i lavoratori necessitano di più tempo per trovare un nuovo impiego.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nella prima metà dell&#8217;anno, la Federal Reserve ha mantenuto una politica monetaria restrittiva, con i tassi sui Fed Funds fermi nell&#8217;intervallo del 4,25-4,50%, complici le minacce tariffarie e la solidità del mercato del lavoro Usa. Anche se il calo delle aspettative di crescita ha portato a una riduzione dei rendimenti dei <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/treasury">Treasury</a> a due e dieci anni.</p>
<h5 class="v1MsoNormal">Nel frattempo, in Eurozona il calo dell&#8217;inflazione dei servizi registrato lo scorso maggio ha consentito alla BCE di effettuare tagli per altri 100 punti base nel corso del 2025, così come previsto all&#8217;inizio dell&#8217;anno.</h5>
<p class="v1MsoNormal">A oggi, con quattro riunioni ancora in calendario, riteniamo probabile che la Fed possa ridurre il tasso di riferimento di 75 punti base entro dicembre, contro i 100 punti base di tagli prezzati all&#8217;inizio dell&#8217;anno, nonostante, secondo l&#8217;ultima serie di proiezioni economiche (SEP) di giugno, la mediana dei policymaker preveda solo due tagli da 25 punti base entro fine dicembre.</p>
<p class="v1MsoNormal">Infatti, se l&#8217;inflazione dovesse rimanere contenuta o il tasso di disoccupazione dovesse superare il 4,3%, la Fed potrebbe riprendere a tagliare i tassi di interesse.</p>
<p class="v1MsoNormal">La domanda degli investitori per il premio a termine per detenere titoli del Tesoro statunitensi è aumentata a causa delle preoccupazioni fiscali. E, con il deficit del bilancio federale Usa che potrebbe ancora attestarsi intorno al 6-7% del Pil nominale per il 2025 e il 2026, il premio a termine dovrebbe rimanere elevato.</p>
<h5 class="v1MsoNormal">Tuttavia, le aspettative di inflazione e il tasso sui Fed Funds giocano un ruolo molto più importante per i rendimenti rispetto al premio a termine.</h5>
<p class="v1MsoNormal">Pertanto, anche qualora quest&#8217;ultimo si mantenesse elevato, prevediamo comunque un calo del rendimento dei titoli del Tesoro a dieci anni, grazie al moderarsi dei prezzi e al taglio dei tassi di interesse. In generale, una Fed accomodante dovrebbe portare a un indebolimento del dollaro, sempre che gli Stati Uniti riescano a evitare una recessione. E, dal momento che altre Banche Centrali come BCE e Bank of Canada si stanno avvicinando alla fine del ciclo di allentamento, per la seconda metà dell&#8217;anno siamo inclini a ritenere che gli Usa procederanno a tagli più aggressivi, portando a un ulteriore indebolimento del Biglietto Verde, anche se non pensiamo sia in atto una fuga di capitali. E, al momento, non vi sono alternative valide al mercato dei titoli del Tesoro statunitense.</p>
<p class="v1MsoNormal">In conclusione, il contenimento dell&#8217;inflazione <i>core</i> entro la fine dell&#8217;anno appare un obiettivo ancora raggiungibile: anche se i prezzi dei beni di consumo dovessero aumentare nel corso dell&#8217;estate, come effetto ritardato dei nuovi dazi, il calo dei servizi – che rivestono un peso maggiore all&#8217;interno dell&#8217;Indice dei Prezzi al Consumo – dovrebbe riuscire a bilanciarli.</p>
<h5 class="v1MsoNormal">Fintanto che la crescita occupazionale rimarrà positiva, poi, l&#8217;ingresso degli Usa in recessione non sembra plausibile. Crediamo che il trend registrato nel primo semestre, con consumi in rallentamento ma comunque solidi, sia destinato a proseguire per il resto dell&#8217;anno.</h5>
<p class="v1MsoNormal">Una nuova accelerazione non sembra al momento probabile: con il Pil reale del secondo trimestre al 2,6% su base annua, affinché si possa superare il 2,5% su base annua nel 2025, la crescita dovrebbe aumentare a un tasso annuo del 4% nel terzo e quarto trimestre, un ritmo a cui non si assiste dai tempi della ripresa post-Covid nel 2021.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Azionario vs obbligazionario: le previsioni nel prossimo trimestre</title>
		<link>https://fondiesicav.it/azionario-obbligazionario-previsioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 08:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[outlooksecondo25]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro outlook sui mercati azionari rimane positivo. Sul credito abbiamo aggiornato la nostra view. Neuberger Berman </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="v1MsoNormal"><b>Il commento di Erik L. <span class="v1spelle">Knutzen</span>, CFA, CAIA Co-Chair, Co-<span class="v1spelle">Chief</span> Investment <span class="v1spelle">Officer</span>—Multi-Asset, Jeffrey <span class="v1spelle">Blazek</span>, CFA Co-Chair, Co-<span class="v1spelle">Chief</span> Investment <span class="v1spelle">Officer</span>—Multi-Asset e Maya Bhandari, <span class="v1spelle">Chief</span> Investment <span class="v1spelle">Officer</span>, EMEA—Multi-Asset di <a href="https://www.linkedin.com/company/neuberger-berman/" target="_blank" rel="noopener"><span class="v1spelle">Neuberger</span> Berman</a></b> <b></b></h3>
<p class="v1MsoNormal"><b> </b></p>
<p class="v1MsoNormal">Il nostro sovrappeso sulle<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/azionario"> azioni</a> globali rimane invariato rispetto allo scorso trimestre. E la nostra convinzione di assistere a un ampliamento della performance azionaria, espressa all&#8217;inizio dell&#8217;anno, rimane valida. I multipli degli utili e delle valutazioni in mercati come l&#8217;Europa e il Giappone hanno spazio per accelerare, sostenuti dal rafforzamento dei fondamentali economici e dalle solide prospettive degli utili societari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-100795 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/05/asset_allocation2-e1681894365780.jpg" alt="strategie" width="600" height="400" /></p>
<h4></h4>
<h4 class="v1MsoNormal">Negli Stati Uniti, i <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/MAG"><span class="v1spelle">Mag</span> </a>7, da tempo la forza trainante dell&#8217;S&amp;P 500, nel primo semestre hanno sottoperformato, con un ritorno del 2,6% rispetto al 6,2% dell&#8217;indice S&amp;P 500 (<span class="v1spelle">total</span> <span class="v1spelle">return</span>). Continuiamo a sovrappesare i titoli a piccola e media capitalizzazione, prevedendo una loro sovraperformance rispetto alle large cap.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Questa visione è sostenuta dai tassi d&#8217;interesse più bassi, dalla deregolamentazione e dal trattamento fiscale favorevole contenuto nella legge fiscale statunitense. Sebbene continuiamo a vedere forti prospettive di crescita degli utili nel settore tecnologico a mega-capitali, le valutazioni rimangono tese e prevediamo un&#8217;ulteriore convergenza con il resto del mercato.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Rimaniamo complessivamente “<span class="v1spelle">at</span>-target” sui mercati emergenti, con una posizione più positiva sulla <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/cina">Cina</a> su cui manteniamo un sovrappeso. Abbiamo invece declassato l&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/india">India</a> da “<span class="v1spelle">at</span>-target” a sottopeso a causa delle valutazioni elevate e dell&#8217;indebolimento del <span class="v1spelle">momentum</span> macro.</h4>
<p class="v1MsoNormal">A seguito della nostra posizione sempre più positiva sulla duration degli Stati Uniti, abbiamo aggiornato la nostra <span class="v1spelle">view</span> sul reddito fisso investment grade e sui Treasury <span class="v1spelle">Inflation-Protected</span> Securities (<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/tips"><span class="v1spelle">Tips</span></a>) Usa. La nostra previsione di un calo dei rendimenti statunitensi ha implicazioni più ampie, in quanto i tassi dei mercati emergenti beneficiano tipicamente dei rialzi della duration statunitense. Per questo motivo, abbiamo portato il debito e le valute emergenti da “<span class="v1spelle">at</span>-target” a sovrappeso.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Per contro, ora abbiamo una <span class="v1spelle">view</span> neutrale sulle obbligazioni dei mercati sviluppati non statunitensi. I differenziali di rendimento e la relativa sovraperformance, in particolare dei titoli di Stato europei rispetto ai <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/treasury">Treasury,</a> ci hanno indotto a declassare le obbligazioni dei mercati sviluppati non statunitensi (compresi i Bund tedeschi) da sovrappeso a “<span class="v1spelle">at</span>-target”.</h3>
<p class="v1MsoNormal">Riteniamo che il previsto taglio dei tassi da parte della Fed dovrebbe favorire la performance del reddito fisso statunitense, in particolare dei <span class="v1spelle">Tips</span>. Sul fronte del credito, abbiamo aggiornato la nostra <span class="v1spelle">view</span> sulle obbligazioni societarie high yield portandola da sottopeso a “<span class="v1spelle">at</span>-target”, riflettendo l&#8217;interessante rendimento assoluto e la stabilità dei fondamentali del credito di questa classe d&#8217;investimento, che ha già subito un notevole restringimento degli spread.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>Usa, l&#8217;eccezionalismo resta sotto pressione. L&#8217;outlook di aberdeen</title>
		<link>https://fondiesicav.it/usa-eccezionalismo-aberdeen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 09:40:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[outlooksecondo25]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[outlook]]></category>
		<category><![CDATA[Aberdeen]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[debito em]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Visione moderatamente positiva su azioni, infrastrutture e debito emergente. Cautela sul private credit. Peter Branner, Chief Investment Officer di Aberdeen Investments</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Visione moderatamente positiva su azioni, infrastrutture e debito emergente. Cautela sul private credit. Peter Branner, Chief Investment Officer di <a href="https://www.linkedin.com/company/aberdeen-group-plc/" target="_blank" rel="noopener">Aberdeen Investments</a></i></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-116676 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/05/Usa565-300x200.jpg" alt="US tech, tecnologia" width="300" height="200" /></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Dazi, dollaro e scenario macro</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Aberdeen Investments stima che i dazi medi ponderati degli Stati Uniti si stabilizzeranno attorno al 12%, favoriti dalla firma di nuovi accordi bilaterali. L&#8217;effetto sull&#8217;economia americana sarà moderatamente stagflazionistico, con un rallentamento, ma senza rischi recessivi immediati.</p>
<p class="v1MsoNormal">Alla luce di questo contesto, la posizione sul dollaro USA diventa negativa, con un passaggio dalla fase di sovra-rendimento a una dinamica di performance relativa più debole.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Peter Branner</b>, <b>Chief Investment Officer di Aberdeen Investments</b>, ha commentato:<br />
<i>&#8220;Nonostante i rischi geopolitici e le pressioni macroeconomiche, riteniamo che lo scenario resti favorevole per strategie &#8216;risk-on&#8217;. Restiamo costruttivi su duration, debito corporate e infrastrutture, mentre vediamo l&#8217;oro come copertura utile e assumiamo una view negativa sul dollaro USA.&#8221;</i></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Le principali view per il terzo trimestre:</b></h2>
<p class="v1MsoNormal"><b>• Duration</b> – Visione positiva, in particolare sulle scadenze brevi, che secondo Aberdeen scontano insufficientemente i tagli attesi oltre il 2025. I tratti lunghi della curva restano sotto pressione.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>• Azioni</b> – View moderatamente positiva su mercati sviluppati ed emergenti, supportata da crescita ancora positiva e politica monetaria accomodante. Tuttavia, la fiducia si è leggermente ridotta dopo il rally seguito alla recente distensione commerciale.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>• Debito emergente</b> – Outlook positivo, favorito da tassi in calo, politiche monetarie espansive e dalla tendenza strutturale al ribasso del dollaro. Anche il carry risulta interessante.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>• Infrastrutture</b> – Valutazione rafforzata. Il settore beneficia di tassi in discesa, liquidità abbondante e driver strutturali solidi: digitalizzazione (data center, reti, cybersecurity), decarbonizzazione (trasporto pubblico, reti elettriche) e necessità di capitale privato per compensare debiti pubblici crescenti.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>• Difesa</b> – Atteso un significativo aumento della spesa europea per la difesa (fino al 5% del PIL nel medio termine), anche se il settore ha già ampiamente sovraperformato e presenta valutazioni elevate.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>• Immobiliare globale</b> – Giudizio moderatamente positivo sul real estate diretto, che mostra segnali di ripresa dopo la correzione post-pandemica. Crescita dei canoni stabile e tassi di sfitto contenuti, con opportunità nei comparti legati a infrastrutture e data center.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>• Private Credit</b> – Outlook ridotto a neutrale. Positivo il giudizio su debito infrastrutturale e fund finance, mentre Aberdeen esprime cautela su debito corporate privato e commerciale, in vista di possibili aumenti dei default e maggiore concorrenza da parte delle banche.</p>
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		<title>Credito europeo, l&#8217;outlook di Axa IM</title>
		<link>https://fondiesicav.it/credito-europeo-axa-im/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 08:40:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[outlooksecondo25]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Axa IM]]></category>
		<category><![CDATA[Deixonne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da una prospettiva microeconomica, una revisione dei parametri di credito nel primo trimestre dell'anno indica che il rischio di credito resta contenuto. Boutaina Deixonne, Head of Euro IG &#038; HY Credit di AXA IM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><em>Da una prospettiva microeconomica, una revisione dei parametri di credito nel primo trimestre dell&#8217;anno indica che il rischio di credito resta contenuto, il che è positivo per gli investitori obbligazionari. Boutaina Deixonne, Head of Euro IG &amp; HY Credit di <a href="https://www.linkedin.com/company/axa-investment-managers/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">AXA IM</a></em></p>
<figure id="attachment_176151" aria-describedby="caption-attachment-176151" style="width: 200px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-176151" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/06/AXAIM_Boutaina_Deixonne-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-176151" class="wp-caption-text">Boutaina Deixonne</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">I tassi di crescita dei ricavi e dell&#8217;EBITDA restano solidi, mentre la crescita del debito e i rendimenti per gli azionisti non sono eccessivi. I rendimenti più elevati contribuiscono ad aumentare gli interessi passivi ma anche a rallentare la crescita del debito.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il segmento BBB si è mantenuto più conservativo, evidenziando un certo ritardo nel rafforzamento dei bilanci. Detto ciò, è importante ricordare che i dati del primo trimestre hanno beneficiato di un effetto di anticipazione delle attività (il cosiddetto <i>front-loading</i>), per cui sarà interessante osservare i risultati del secondo trimestre per capire come evolveranno <a name="v1_Int_VrHPQUUS"></a>questi trend, quale sarà l&#8217;impatto dei dazi più elevati e della minore attività anticipata.</p>
<p class="v1MsoNormal">Guardando al 2026, le prospettive di crescita per l&#8217;Europa potrebbero migliorare grazie al piano fiscale tedesco. Le valutazioni appaiono elevate rispetto ai Bund, ma ancora ragionevoli in termini di rendimento totale: oltre il 3% per l&#8217;investment grade e oltre il 5% per l&#8217;high yield.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Un ulteriore elemento positivo è rappresentato dai fattori tecnici</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">che restano favorevoli nonostante un&#8217;offerta record. Al momento, non vediamo catalizzatori di breve termine in grado di compromettere tali supporti di mercato. Sebbene riteniamo che gli spread, in termini relativi, non siano particolarmente attraenti, il contesto resta sufficientemente solido da rendere difficile un loro ampliamento, a meno che non si manifestino segnali chiari di deterioramento economico, una maggiore volatilità nei tassi o risultati del secondo trimestre inferiori alle attese. Il mercato dei Treasury potrebbe registrare un aumento dei rendimenti a causa dell&#8217;aumento dell&#8217;offerta legato alle politiche fiscali, con potenziali ricadute anche sui mercati europei. Un modesto aumento dei tassi sarebbe positivo per gli spread, mentre movimenti più marcati o erratici non lo sarebbero. Nel complesso, ci aspettiamo una seconda metà dell&#8217;anno più complessa, con la conclusione dei negoziati commerciali e un possibile contraccolpo sull&#8217;economia legato al <i>front-loading</i> dell&#8217;attività osservato nei mesi precedenti agli aumenti tariffari.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Implicazioni per il portafoglio</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Le tensioni geopolitiche potrebbero indebolire il sentiment di mercato, così come la fiducia di consumatori e imprese. In questo contesto incerto, riteniamo che gli investitori non siano sufficientemente compensati per esporsi ai settori ciclici. Per questo motivo, nei nostri portafogli privilegiamo il settore finanziario e i settori difensivi. Inoltre, propendiamo per un&#8217;estensione della duration nei titoli con rating elevato. In termini di scadenze, preferiamo il tratto intermedio della curva, dove la strategia carry <i>roll down</i> appare particolarmente interessante, soprattutto nel debito subordinato.</p>
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		<title>Finanziari: resilienza in un contesto incerto</title>
		<link>https://fondiesicav.it/finanziari-resilienza-in-un-contesto-incerto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 07:58:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[outlooksecondo25]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Algebris Investments]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I fondamentali del comparto sono solidi. Un eventuale shock esterno, per quanto significativo, potrebbe essere assorbito in modo efficace. Sebastiano Pirro, CIO &#038; Financial Credit portfolio manager di Algebris Investments</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><strong>Sebastiano Pirro, CIO &amp; Financial Credit portfolio manager di <a href="https://www.linkedin.com/company/algebris-investments/" target="_blank" rel="noopener">Algebris Investments</a></strong></h2>
<h3 class="v1MsoNormal">Nella prima metà del 2025, i mercati <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/finanziari">finanziari</a> si sono rivelati molto volatili e complessi da interpretare. Gran parte di questa instabilità ruota intorno alla politica statunitense e alle elezioni presidenziali americane.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_138167" aria-describedby="caption-attachment-138167" style="width: 202px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-full wp-image-138167" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/Schermata-2024-11-14-alle-13.11.05.png" alt="" width="202" height="210" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/Schermata-2024-11-14-alle-13.11.05.png 202w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/Schermata-2024-11-14-alle-13.11.05-150x156.png 150w" sizes="(max-width: 202px) 100vw, 202px" /><figcaption id="caption-attachment-138167" class="wp-caption-text">Sebastiano Pirro</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;amministrazione Trump ha infatti condotto la propria campagna elettorale promettendo una serie di interventi di forte impatto, che, secondo prassi, dovrebbero essere implementati nel primo anno di presidenza. Questo perché il secondo anno sarà presumibilmente dedicato alla campagna per le elezioni di mid-term, un periodo in cui è lecito aspettarsi un atteggiamento più cauto e orientato a rassicurare i mercati.</p>
<p class="v1MsoNormal">I primi sei mesi della presidenza hanno confermato questa dinamica. Ci aspettiamo che anche i prossimi mesi proseguano sulla stessa linea.</p>
<p class="v1MsoNormal">Al centro di tutto c&#8217;è la politica fiscale americana, con particolare attenzione al cosiddetto <i>big beautiful bill</i> e agli effetti che questo pacchetto legislativo potrà generare sui mercati. A questi si aggiungono i dazi e più in generale l&#8217;orientamento della politica fiscale degli Stati Uniti.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Europa: crescita e misure di supporto</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">In <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/europa">Europa,</a> lo scenario è analogo. I cambiamenti recenti hanno avuto ricadute tangibili, tra cui l&#8217;intervento della Banca Centrale Europea che ha ridotto i tassi fino a raggiungere un livello neutrale attorno al 2%. Questo dovrebbe favorire una ripresa della domanda e dei prestiti bancari.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, rimangono fattori di incertezza, come le politiche tariffarie. E, più recentemente, l&#8217;annuncio del governo tedesco di voler investire 1.000 miliardi di euro in infrastrutture e difesa.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il risultato netto di queste dinamiche è un outlook europeo con una crescita potenziale più alta e un&#8217;inflazione leggermente in aumento.</p>
<p class="v1MsoNormal">Anche se oggi <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione">l&#8217;inflazione</a> non rappresenta più una preoccupazione immediata, i tassi potrebbero non scendere ulteriormente nel breve termine.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Finanziari: un&#8217;asset class ben supportata</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Negli ultimi tre anni, le banche hanno raggiunto livelli di utili insperati nel 2019. Principalmente grazie al livello dei tassi. Vale però la pena ricordare che partivamo da una distorsione storica, con tassi negativi e inflazione prossima allo zero. Ora lo scenario è completamente diverso: ci aspettiamo che le banche continuino a produrre utili elevati.</p>
<p class="v1MsoNormal">Oltre agli utili, il settore bancario dispone oggi di buffer di capitale molto consistenti, i più elevati degli ultimi 15 anni, e superiori ai requisiti imposti dalla <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/bce">BCE.</a></p>
<p class="v1MsoNormal">Questo doppio livello di protezione — utili sostenuti e buffer solidi — ci consente di dire con convinzione che, almeno sul fronte del credito bancario, non si intravedono problemi significativi.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nonostante la volatilità e le distorsioni macroeconomiche globali, il comparto finanziario si presenta oggi resiliente. Riteniamo che un eventuale shock esterno, per quanto rilevante, possa essere assorbito con efficacia.</p>
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		<item>
		<title>Azionario italiano: le previsioni del terzo trimestre</title>
		<link>https://fondiesicav.it/azionario-italiano-le-previsioni-del-terzo-trimestre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 07:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[outlooksecondo25]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[lusso]]></category>
		<category><![CDATA[small cap]]></category>
		<category><![CDATA[M&A]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[mid cap]]></category>
		<category><![CDATA[azionario italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Kairos Partners Sgr]]></category>
		<category><![CDATA[volatilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà fondamentale seguire la reporting season del terzo trimestre dell'anno, poiché fornirà i primi dati concreti sull’effetto delle politiche commerciali US sull’andamento delle aziende italiane. Massimo Trabattoni, Kairos Partners SGR</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><strong><a href="https://www.fondiesicav.it/tag/azionario-italiano">Azionario italiano</a>. L&#8217;outlook di Massimo Trabattoni, head of Italian Equity di <a href="https://www.linkedin.com/company/kairos/" target="_blank" rel="noopener">Kairos Partners SGR</a></strong></h2>
<h3 class="v1MsoNormal">Nel terzo trimestre dell’anno l’attenzione sarà principalmente rivolta all’evolversi delle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e il resto del mondo<b>. </b>Gli investitori saranno focalizzati nel tentativo di valutare il reale impatto delle tariffe annunciate, gli eventuali accordi commerciali tra i paesi coinvolti e il conseguente impatto macroeconomico sulla crescita e sulle bilance commerciali delle diverse economie.</h3>
<p class="v1MsoNormal">Si cercherà di capire, in particolare, se le tariffe già annunciate verranno effettivamente applicate. Oppure se si adotterà una strategia volta a generare tensione sui mercati e tra i governi. Per poi approdare a una soluzione negoziata e condivisa, in grado di soddisfare entrambe le parti.</p>
<p class="v1MsoNormal">In questo contesto, sarà cruciale monitorare la <i>reporting season </i>del terzo trimestre 2025, che fornirà i primi dati concreti sull’impatto delle politiche commerciali statunitensi sull’andamento delle aziende italiane. E, in particolare, sui settori maggiormente esposti alla domanda del consumatore americano.</p>
<p class="v1MsoNormal">Sarà inoltre un primo banco di prova per confrontare le aspettative delle imprese con le stime degli analisti e degli investitori. I risultati trimestrali offriranno indicazioni chiave su come le imprese stanno assorbendo le conseguenze delle misure commerciali. E su come intendano affrontare i possibili sviluppi della guerra commerciale, influenzando il <i>sentiment </i>e le prospettive di mercato.</p>
<h4><img decoding="async" class="size-medium wp-image-139517 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/Gucci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/Gucci-300x200.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/Gucci-1024x683.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/Gucci-150x100.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/Gucci-696x464.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/Gucci-1068x712.jpg 1068w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/Gucci-630x420.jpg 630w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/Gucci-uai-900x600.jpg 900w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/Gucci.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></h4>
<h4 class="v1MsoNormal">Un esempio significativo in questo contesto è rappresentato dal settore del <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/lusso">lusso.</a> Al suo interno, il consumatore americano — per quanto generalmente benestante e relativamente immune alle dinamiche del ciclo economico — tende a incrementare la propria propensione alla spesa durante fasi rialziste del mercato azionario e a rallentarla (pur senza azzerarla) nei momenti di maggiore volatilità o correzione.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Di conseguenza, un’eventuale <i>escalation </i>della <i>trade war</i>, con relativo aumento della volatilità di borsa, potrebbe generare un freno alla domanda proveniente dal mercato statunitense.</p>
<p class="v1MsoNormal">Come già accade da diversi trimestri, anche nel prossimo periodo il settore bancario resterà sotto i riflettori della comunità finanziaria. In particolare per le numerose operazioni di M&amp;A in corso.</p>
<p class="v1MsoNormal">I prossimi mesi dovrebbero segnare la conclusione di molte di queste trattative, contribuendo a ridisegnare il panorama del settore bancario nazionale. Lo scenario atteso è quello di una progressiva concentrazione del settore, che potrebbe vedere ridursi la frammentazione attuale caratterizzata da numerosi <i>player </i>locali, a favore di pochi grandi operatori nazionali, in linea con quanto già avviene in altri paesi europei.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Va inoltre segnalato che, nel corso dell’ultimo trimestre, si è osservato un movimento di riposizionamento sul mercato delle <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/small-cap"><i>small </i></a>e, soprattutto, delle <i><a href="https://www.fondiesicav.it/tag/mid-cap">mid cap</a> </i>italiane<b>. </b>Questo fenomeno è stato in gran parte determinato da una situazione di sottopeso generalizzato nei portafogli degli investitori istituzionali verso questa <i>asset class</i>.</h4>
<p class="v1MsoNormal">In quanto osservatori attenti di questa nicchia di mercato, stiamo monitorando con interesse questi primi segnali di rinnovata attenzione, che riteniamo attribuibili anche al forte sconto valutativo raggiunto dalle PMI, in Italia come all’estero, rispetto ai titoli a maggiore capitalizzazione.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, per assistere a una ripartenza sostenibile del comparto, sarà necessaria una maggiore visibilità sul fronte macroeconomico. Una tenuta più robusta del ciclo economico e un ulteriore calo dei tassi d’interesse, al fine di sostenere le imprese anche attraverso un minor costo dell’indebitamento.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<item>
		<title>Tutte le paure e i timori sono già scontati dai mercati</title>
		<link>https://fondiesicav.it/tutte-le-paure-e-i-timori-sono-gia-scontati-dai-mercati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 08:45:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[outlooksecondo25]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[Genève Invest]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da qui in poi possono giungere solo sorprese positive. Il nostro sguardo è ottimista, anche sull’orlo del baratro. Per noi contano le gli sviluppi fondamentali, non le notizie di cronaca. Outlook secondo semestre di Genève Invest</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Negli ultimi anni abbiamo ottenuto ottimi risultati applicando con coerenza il nostro approccio value e continuando a investire in azioni e obbligazioni sottovalutate. L&#8217;outlook secondo semestre di <a href="https://www.linkedin.com/showcase/gen-ve-invest-italia/" target="_blank" rel="noopener">Genève Invest</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>PAURE E TIMORI SONO GIA&#8217; SCONTATI DAI MERCATI</h2>
<p>L’attuale contesto di mercato ci offre condizioni molto favorevoli per proseguire su questa strada. Raramente è stato possibile investire a questi prezzi ottenendo in cambio un valore così elevato.</p>
<p>Per quanto riguarda il controllo del rischio, questi sono tempi d’oro. Tuttavia, continuiamo ad agire con grande prudenza, senza sottovalutare alcun rischio potenziale.</p>
<p>La nostra strategia di gestione patrimoniale per la seconda metà del 2025 si basa quindi sulla forte convinzione di poter cogliere opportunità di ingresso straordinarie in una fase di incertezza geopolitica e rallentamento economico &#8211; sempre in modo selettivo, guidati dai dati e con un approccio attento al rischio.</p>
<h3>Questo significa quanto segue per il nostro approccio nelle diverse asset class:</h3>
<h2>Azioni</h2>
<p>Nel segmento azionario adottiamo un approccio a doppia strategia. Da un lato, cerchiamo società convincenti ad alta crescita con valutazioni attraenti nel lungo termine, in particolare nel settore tecnologico.</p>
<p>Ad esempio, titoli come Alphabet sono attualmente valutati più favorevolmente che negli ultimi 15 anni, pur mantenendo un solido slancio di crescita.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-113582 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/02/azioni-e1644997488916-300x199.jpg" alt="Azioni" width="300" height="199" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/02/azioni-e1644997488916-300x199.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/02/azioni-e1644997488916-150x99.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/02/azioni-e1644997488916.jpg 389w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il tema dell’intelligenza artificiale è tutt’altro che esaurito: rimaniamo vigili e alla ricerca di aziende che generano una crescita eccezionale grazie alle nuove tecnologie. Dall’altro lato, sfruttiamo in modo mirato l’attuale finestra di opportunità nelle azioni value di alta qualità ma sotto pressione, come UnitedHealth, Nike, LVMH e PepsiCo.</p>
<p>Queste società hanno subito perdite di prezzo tra il 30% e il 50% da inizio anno, senza che la loro solidità fondamentale si sia deteriorata in modo significativo. Riteniamo che molta negatività sia già scontata in questi titoli. Il che può portare a forti movimenti di prezzo anche in presenza di notizie solo leggermente migliori.</p>
<h2><strong>Obbligazioni</strong></h2>
<p>A nostro avviso, il mercato <a href="https://www.fondiesicav.it/TAG/OBBLIGAZIONI">obbligazionario</a> offre opportunità di ingresso più favorevoli che negli ultimi venticinque anni. Le obbligazioni corporate di alta qualità – in particolare quelle statunitensi – rendono tra il 6 e il 9% e in alcuni casi sono scambiate ben al di sotto del valore nominale.</p>
<p>Ci aspettiamo ulteriori incrementi di prezzo in caso di rallentamento economico, che potrebbero portare a rendimenti a due cifre nei prossimi due-tre anni.</p>
<p>Oltre alle obbligazioni in dollari, investiamo anche in titoli europei selezionati con scadenze più brevi.</p>
<p>Intravediamo inoltre opportunità in alcune obbligazioni scandinave, che coniugano cedole elevate a valute sottovalutate.</p>
<p>La nostra tesi centrale nel settore obbligazionario è che gli investitori vengono attualmente remunerati in modo eccezionalmente adeguato per i rischi legati ai tassi di interesse. Mentre i rischi economici reali sembrano contenuti. Una finestra storicamente rara che intendiamo sfruttare con coerenza.</p>
<h2><strong>Obbligazioni convertibili</strong></h2>
<p>In un contesto di mercato che probabilmente resterà volatile nel medio termine, consideriamo le obbligazioni convertibili uno strumento particolarmente adatto per sfruttare opportunità asimmetriche.</p>
<p>Le obbligazioni convertibili combinano la protezione tipica di un investimento obbligazionario con l’opzione di partecipare ai guadagni azionari. Le obbligazioni convertibili attualmente emesse da società come TSMC o Vonovia offrono la possibilità di sapere che il capitale investito è protetto anche in caso di eventuali ribassi. Mentre in caso di successo si può partecipare pienamente a una forte fase rialzista.</p>
<p>Particolarmente interessanti sono anche le obbligazioni convertibili emesse da aziende in rapida crescita prima della loro IPO. Un esempio è il gruppo social media Telegram. L’azienda si distingue per una forte crescita degli utili e prevede di quotarsi a breve. In vista dell’IPO, Telegram ha emesso un’obbligazione convertibile con un tasso d’interesse del 9%.</p>
<p>Se l’IPO avrà successo, gli investitori potranno acquistare azioni con uno sconto del 20% rispetto al prezzo di IPO, mantenendo comunque protetto il capitale nello scenario base. Questi “convertibili pre-IPO” sono attualmente considerati uno dei segmenti più interessanti.</p>
<h2><strong>Valute</strong></h2>
<p>Il dollaro si è corretto in modo significativo rispetto all’euro e attualmente, a nostro avviso, è valutato in modo equo. I titoli statunitensi, per i quali vediamo prospettive di rendimento promettenti anche considerando il rischio valutario che naturalmente persiste, offrono opportunità di inserimento nel nostro portafoglio.</p>
<p>Non copriamo il rischio di cambio su questi investimenti. Indipendentemente da ciò, continueremo a focalizzarci sull’investimento in obbligazioni e azioni dell’Eurozona.</p>
<h2><strong>Oro</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.fondiesicav.it/tag/oro">Il metallo prezioso</a> ha beneficiato di un’impressionante corsa al rialzo dei prezzi. Non riteniamo che questa tendenza possa proseguire con un’intensità paragonabile. Anzi, stiamo evitando l’oro per concentrarci su azioni e obbligazioni, che possiamo valutare sulla base dei loro dati fondamentali.</p>
<h2><strong>CONCLUSIONE</strong></h2>
<h3>La nostra strategia per la seconda metà del 2025 si basa sulla convinzione che, nonostante – o proprio a causa – delle incertezze, emergeranno opportunità eccezionali.</h3>
<p>In un contesto simile, una strategia di investimento diversificata e di lungo termine resta la bussola migliore. Per noi contano le valutazioni e gli sviluppi fondamentali, non le notizie di cronaca.</p>
<p>Il mix ben diversificato di azioni strategicamente selezionate, obbligazioni high yield e l’inserimento di obbligazioni convertibili promettenti costituisce quindi un portafoglio robusto e con rendimenti elevati.</p>
<h4>Il nostro credo è: sicurezza attraverso la qualità, opportunità attraverso la valutazione e flessibilità attraverso la struttura.</h4>
<p>In un mercato che riflette molti rischi, ma che offre e premia in modo selettivo opportunità straordinarie, riteniamo di essere ben posizionati per massimizzare il successo dei nostri investitori sui mercati finanziari.</p>
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		<title>Mercati azionari europei: indiscussi vincitori</title>
		<link>https://fondiesicav.it/mercati-azionari-europei-indiscussi-vincitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[outlooksecondo25]]></category>
		<category><![CDATA[outlook]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All'inizio del 2025, i mercati azionari globali erano divergenti finché l’annuncio dei dazi americani ha provocato un’impennata della volatilità. Outlook secondo semestre di Vanguard</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 data-start="287" data-end="327">Outlook secondo semestre di <a href="https://www.linkedin.com/company/vanguard/" target="_blank" rel="noopener">Vanguard</a></h1>
<h2 data-start="328" data-end="381">Mercati azionari: fine della leadership americana?</h2>
<p data-start="383" data-end="587">Quest’anno, sino a questo momento, l’azionario globale ha dimostrato resilienza ma il quadro è tutt’altro che uniforme: l’azionario americano ha ceduto l’8% (in euro) e quello europeo ha guadagnato il 9%.</p>
<p data-start="589" data-end="832">L’azionario europeo emerge come indiscusso vincitore, con una sovraperformance che può essere ascritta a diversi fattori, tra cui valutazioni interessanti, un orientamento più accomodante della banca centrale e il pacchetto di stimolo tedesco.</p>
<p data-start="834" data-end="1132">Al contempo, la valuta è stata un importante driver di rendimento. L’indebolimento del dollaro (che da inizio anno si è notevolmente deprezzato rispetto a gran parte delle principali valute) ha inciso sulla performance dell’azionario americano per gli investitori in euro o in sterline britanniche.</p>
<h2 data-start="1139" data-end="1198">Obbligazionario: rendimenti alti e pressioni di bilancio</h2>
<p data-start="1200" data-end="1595">I mercati obbligazionari hanno incontrato alcuni ostacoli per via dell’aumento dei tassi in questa classe di attivo, dovuto a preoccupazioni sulla sostenibilità della finanza pubblica. Le proiezioni di deficit annui degli Stati Uniti al 6–7% del PIL (con quota crescente destinata al pagamento degli interessi sul debito) hanno destato preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale a lungo termine.</p>
<p data-start="1597" data-end="1787">Anche i tassi sul decennale tedesco (Bund) e su quello inglese (Gilt) sono alti, spinti da preoccupazioni per l’inflazione e dall’aumento dell’indebitamento per finanziare la spesa pubblica.</p>
<p data-start="1789" data-end="2153">Nel lungo periodo, prevediamo che i tassi restino al di sopra del livello d’inflazione in gran parte del mondo. Questo rende l’obbligazionario una classe di attivo interessante per gli investitori a lungo termine, che tuttavia potrebbero doversi abituare a trarre valore dal reinvestimento delle cedole a tassi più alti, anziché dall’aumento dei prezzi dei titoli.</p>
<h2 data-start="2160" data-end="2200">Asset allocation e il sentiero futuro</h2>
<p data-start="2202" data-end="2453">Il premio al rischio dell’azionario americano è prossimo a zero, un livello osservato soltanto due volte negli ultimi 70 anni. L’azionario è al livello più costoso da quasi 25 anni rispetto all’obbligazionario. E gli spread del credito sono compressi.</p>
<p data-start="2455" data-end="2640">I mercati finanziari globali hanno dimostrato resilienza nel 2025, ma il quadro non è affatto omogeneo. La volatilità di mercato resta elevata, inasprita dai recenti eventi geopolitici.</p>
<p data-start="2642" data-end="2785"><strong data-start="2642" data-end="2785">Oggi più che mai, la diversificazione non solo è “un pasto gratis”, ma è anche la scelta con minore probabilità di causare un’indigestione.</strong></p>
<h2 data-start="2792" data-end="2798">USA</h2>
<p data-start="2800" data-end="3023">L’economia americana è rimasta resiliente malgrado la significativa incertezza di politica economica nella prima metà del 2025. Il mercato del lavoro si è raffreddato ma resta stabile e l’inflazione è migliore delle attese.</p>
<p data-start="3025" data-end="3187">La recente de-escalation delle tensioni con la Cina sui dazi è stata una svolta. Abbiamo di conseguenza rivisto significativamente al rialzo le nostre previsioni.</p>
<p data-start="3189" data-end="3389">Nel complesso, ci aspettiamo un minor effetto stagflazionistico sull’economia e riteniamo che il rischio di ulteriore escalation sul fronte della politica commerciale si sia considerevolmente ridotto.</p>
<p data-start="3391" data-end="3487">Prevediamo che nella seconda metà dell’anno l’attenzione si sposterà sulla politica di bilancio.</p>
<p data-start="3489" data-end="3653">La Federal Reserve (Fed) probabilmente terrà i tassi fermi per il momento. Stimiamo però che possa operare altri due tagli più avanti quest’anno in questo contesto.</p>
<h2 data-start="3660" data-end="3672">Area Euro</h2>
<p data-start="3674" data-end="3779">Prevediamo una crescita intorno all’1% sia nel 2025 sia nel 2026, lievemente al di sotto del tendenziale.</p>
<p data-start="3781" data-end="3942">Il rallentamento dell’attività economica globale, dovuto in parte all’elevata incertezza sulle politiche e a dazi più alti, è atteso pesare sulla domanda finale.</p>
<p data-start="3944" data-end="4071">La spinta positiva fornita dal pacchetto fiscale tedesco e l’aumento della spesa per la difesa in tutta l’UE si vedrà nel 2026.</p>
<p data-start="4073" data-end="4312">Prevediamo un solo ulteriore taglio dei tassi da parte della BCE per questo ciclo, verosimilmente a settembre, che porterebbe il tasso di politica monetaria all’1,75%, lievemente al di sotto della nostra stima del tasso neutrale (2%–2,5%).</p>
<p data-start="4314" data-end="4379">Le aspettative sono più orientate verso l’ulteriore allentamento.</p>
<h2 data-start="4386" data-end="4400">Regno Unito</h2>
<p data-start="4402" data-end="4477">Continuiamo a prevedere la crescita del PIL intorno all’1% nel 2025 e 2026.</p>
<p data-start="4479" data-end="4734">Rispetto alle nostre stime di inizio anno, l’attività è stata più solida del previsto nel primo trimestre. Ci aspettiamo un rallentamento della crescita dal secondo trimestre in avanti, con l’incertezza che pesa sulla spesa delle famiglie e delle imprese.</p>
<p data-start="4736" data-end="4902">La crescita dell’occupazione sta rallentando in modo significativo, in parte per gli aumenti degli oneri contributivi per le imprese entrati in vigore ad aprile 2025.</p>
<p data-start="4904" data-end="5067">Continuiamo ad attenderci che la Bank of England mantenga una cadenza trimestrale nei tagli dei tassi, che porterebbe il tasso di riferimento al 3,75% a fine 2025.</p>
<h2 data-start="5074" data-end="5085">Giappone</h2>
<p data-start="5087" data-end="5314">La domanda interna è stata robusta nel primo trimestre, con consumi privati aumentati per il quarto trimestre consecutivo. Tuttavia, la crescita del PIL reale ha virato in negativo per il peggioramento delle esportazioni nette.</p>
<p data-start="5316" data-end="5599">Ci aspettiamo che i consumi privati restino resilienti. I salari continuano a crescere in modo costante e, con il graduale stabilizzarsi dell’inflazione (alimentata principalmente dai prezzi degli alimentari), la fiducia dei consumatori e i redditi reali sono destinati a migliorare.</p>
<p data-start="5601" data-end="5800">Abbiamo rivisto al ribasso le nostre stime per il tasso di politica monetaria a fine anno dall’1% allo 0,75%, nella prospettiva che la Bank of Japan (BoJ) operi ancora un rialzo dei tassi quest’anno.</p>
<p data-start="5802" data-end="5974">L’inflazione resta al di sopra del target della BoJ, anche se i rischi, sia per la crescita sia per l’inflazione, sono orientati al ribasso per via degli sviluppi sui dazi.</p>
<h2 data-start="5981" data-end="5988">Cina</h2>
<p data-start="5990" data-end="6150">L’economia cinese ha mantenuto un buon passo sinora nel 2025, con i principali dati sull’attività economica dei primi cinque mesi dell’anno che restano robusti.</p>
<p data-start="6152" data-end="6360">Nonostante l’aumento dei dazi da parte degli Stati Uniti, le esportazioni sono rimaste resilienti. L’incertezza legata ai dazi resta tuttavia elevata e continua a comportare rischi di ribasso per la crescita.</p>
<p data-start="6362" data-end="6566">Abbiamo recentemente rivisto al rialzo le nostre stime di crescita del PIL cinese per il 2025 dal 4,2% al 4,6%, principalmente alla luce della de-escalation delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti.</p>
<p data-start="6568" data-end="6837">Con l’attenuarsi dello shock dei dazi, le autorità verosimilmente adotteranno un approccio più misurato e reattivo. Prevediamo un modesto taglio da dieci punti base dei tassi, che li porterebbe all’1,3% per fine anno (un punto base è un centesimo di punto percentuale).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Europa, più interessanti i bond rispetto all&#8217;equity</title>
		<link>https://fondiesicav.it/europa-piu-interessanti-i-bond-rispetto-allequity/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[outlooksecondo25]]></category>
		<category><![CDATA[outlook]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[BlackRock]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Mid Year Global Outlook 2025 presentato da Bruno Rovelli, Managing Director e Chief Investment Strategist di BlackRock Italia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Europa, più interessanti i bond rispetto all&#8217;equity. Il Mid Year Global Outlook 2025 presentato da Bruno Rovelli, Managing Director e Chief Investment Strategist di <a href="https://www.linkedin.com/company/blackrock/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">BlackRock</a> Italia</em></p>
<figure id="attachment_138755" aria-describedby="caption-attachment-138755" style="width: 192px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-138755" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/12/Bruno-Rovelli-Managing-Director-Chief-Investment-Strategist-BlackRock-Italia-192x300.png" alt="" width="192" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-138755" class="wp-caption-text">Bruno Rovelli</figcaption></figure>
<p>Crediamo di trovarci da tempo in un nuovo regime macroeconomico plasmato dall&#8217;offerta, poiché le mega forze, o grandi cambiamenti strutturali, come l&#8217;ascesa dell&#8217;intelligenza artificiale e la frammentazione geopolitica, trasformano le economie. La trasformazione ha sradicato &#8220;macro ancore&#8221; di lungo termine, come un&#8217;inflazione stabile e una crescita prevedibile.</p>
<p>In Europa, gli shock acuti causati dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina si stanno attenuando. Ma la veloce trasformazione tecnologica, la frammentazione geopolitica e l&#8217;invecchiamento della popolazione stanno ancora plasmando la regione.</p>
<p>In un mondo in cui la volatilità strutturale ha sostituito la prevedibilità ciclica, pensiamo che le mega forze offrano le indicazioni più chiare per il futuro.</p>
<p>L&#8217;Europa si trova all&#8217;intersezione di diverse mega forze. I repentini cambiamenti di politica economica degli Stati Uniti hanno creato disagio nel Vecchio Continente. Ma anche un senso di urgenza e la consapevolezza che il modello di crescita europeo degli ultimi decenni necessiti di una riforma.</p>
<p>L&#8217;energia a basso costo è un ricordo ormai del passato. Sta diminuendo la domanda globale per le sue esportazioni (principalmente da Stati Uniti e Cina). E il Paese si trova ad affrontare una maggiore concorrenza nel settore manifatturiero tradizionale.</p>
<p>Questo ha comportato importanti interventi politici mirati sia all&#8217;offerta sia alla domanda.<br />
Ad esempio: la spesa per la difesa e le relative infrastrutture è in aumento in tutta Europa.<br />
La Germania ha di fatto sospeso il freno al debito esentando la spesa per la difesa superiore all&#8217;1% del PIL. E ha approvato un pacchetto infrastrutturale da 500 miliardi di euro in 12 anni.</p>
<p>Si tratta di uno sviluppo positivo poiché affronta decenni di investimenti insufficienti per promuovere la crescita a medio termine. Ma la chiave per l&#8217;Europa è se riuscirà a rilanciare la competitività e a incrementare la crescita della produttività. Questa parte del programma per la crescita si basa sulle riforme, lato offerta, e sul completamento dell&#8217;architettura dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Sebbene le istituzioni europee siano pienamente consapevoli di queste sfide, non è ancora chiaro in che misura la Commissione europea sarà in grado di introdurre alcune delle riforme delineate nei rapporti Draghi e Letta del 2024.</p>
<p>La crescita in tutta l&#8217;Unione è stata piuttosto irregolare negli ultimi anni: la Germania è rimasta sostanzialmente stagnante, mentre Spagna e Grecia sono cresciute a un ritmo sostenuto.<br />
Pensiamo che la situazione possa diventare più uniforme in futuro.</p>
<p>L&#8217;inflazione è scesa quasi al target del 2% della BCE, consentendole di ridurre i tassi di riferimento per rendere la politica monetaria meno restrittiva. Prevediamo che i tassi di riferimento si stabilizzeranno al 2% o leggermente al di sotto di esso, poiché tassi di cambio più forti e prezzi dell&#8217;energia più bassi potrebbero contribuire a un ulteriore rallentamento dell&#8217;inflazione.</p>
<p>La continua ripresa dei salari reali, la disoccupazione ai minimi storici e gli elevati tassi di risparmio (ancora vicini ai livelli record di circa il 15%) dovrebbero sostenere la spesa dei consumatori e consentire una ripresa della crescita economica europea il prossimo anno.</p>
<h2>Le scelte di asset allocation</h2>
<h2>Mercato obbligazionario</h2>
<p>Sul versante obbligazionario, la nostra preferenza va ai bond dell’eurozona. L’espansione fiscale annunciata dalla Germania interessa quei paesi che hanno margini di manovra fiscale e, pertanto, non destabilizzerà il mercato obbligazionario. Al contrario, crediamo che i bond Usa e quelli giapponesi subiranno ulteriori pressioni. I primi a causa del premio crescente richiesto dagli investitori per detenere Treasury. I secondi a causa dell’impennata dell’inflazione nipponica. Tornando in Europa, restiamo neutrali sui government bond, ma intravediamo spunti interessanti nel debito periferico rispetto a quello dei paesi core.</p>
<p>Continuiamo a credere che gli spread obbligazionari siano più interessanti in Europa, in particolar modo se rapportati alla qualità degli emittenti.</p>
<h2>Mercato azionario</h2>
<p>Per quanto riguarda l’equity, la sovraperformance dell’Europa sugli Usa si è storicamente verificata solo quando le aziende del Vecchio Continente hanno sperimentato una dinamica positiva degli utili. Non siamo convinti che gli utili europei garantiranno un trend crescente e pertanto preferiamo le stocks statunitensi e giapponesi. Sul mercato europeo ci piace il listino spagnolo perché il paese presenta fondamentali solidi, valutazioni attraenti e un buon trend degli utili aziendali.</p>
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