Concentrazione: raramente è destinata a durare. La storia insegna che la leadership tende ad ampliarsi. L’analisi a cura di Anita Patel, Investment Director di Capital Group

Una leadership di mercato sempre più concentrata attorno a opportunità interessanti è un fenomeno ricorrente nei mercati, che non si è mai protratto a tempo indefinito. Due chiari esempi del passato illustrano bene il concetto: nel 1980, le società di combustibili fossili rappresentavano il 29% dell’S&P 500 (oggi sono meno del 3%) e, al culmine del boom economico giapponese tra il 1989 e il 1990, le azioni giapponesi arrivarono a rappresentare il 44% dell’indice MSCI World (oggi sono circa il 5%).
Questa volta potrebbe essere diverso?
Alla luce degli elementi disponibili, non sembrerebbe. Nel corso dell’ultimo secolo, la concentrazione si è in genere ridotta in uno di questi due modi:
- Riduzioni dovute a crolli: È quanto è accaduto nel 1929, con il fenomeno delle azioni Nifty Fifty tra il 1972 e il 1973, e con lo scoppio della bolla delle dot-com tra il 1999 e il 2000. In questi casi, valutazioni eccessivamente elevate si sono scontrate con uno shock sul credito, sulla liquidità o sugli investimenti in conto capitale, e i titoli leader hanno subito perdite maggiori rispetto alla media del mercato.
- Ampliamenti della leadership: Il boom dei titoli “-tronics” tra l’inizio e la metà degli anni Sessanta rappresenta un esempio, così come la metà degli anni Ottanta e il periodo 2003-2008. In questi ultimi esempi non si è verificato un vero e proprio crollo, ma un cambiamento del regime di crescita o di inflazione ha consentito ai titoli che seguivano i leader di crescere più rapidamente rispetto a questi ultimi.
La lezione per gli investitori è che un portafoglio concentrato sui titoli che oggi guidano il mercato potrebbe entrare in crisi in entrambi gli scenari, sia in caso di brusca correzione dei mercati, sia nel più graduale processo di ampliamento della leadership. I leader di un’epoca raramente sono i leader di quella successiva.
Questo non significa mettere in discussione l’opportunità di investire nelle società protagoniste dell’era dell’intelligenza artificiale. Molte sono aziende straordinarie con prospettive durature.
Segnali di ampliamento della leadership del mercato statunitense in atto
Sebbene la concentrazione del mercato rimanga elevata, si rilevano i primi segnali di un iniziale ampliamento della leadership del mercato. Negli ultimi 18 mesi, una gamma più ampia di settori e società ha iniziato a contribuire ai rendimenti, lasciando intendere che la leadership sta diventando meno ristretta.
A una maggiore diversificazione dei rendimenti di mercato si è accompagnato un ampliamento della leadership sul fronte degli utili. Fino a poco tempo fa, gran parte della crescita degli utili delle azioni USA era concentrata nei titoli tecnologici. Oggi, tuttavia, altri settori stanno contribuendo in misura sempre maggiore, con aree quali l’energia e i materiali che registrano una forte crescita degli utili, mentre i margini di profitto hanno raggiunto livelli record.
Nel secondo trimestre del 2026, gli utili dell’S&P 500 sono cresciuti del 52%, con otto degli 11 settori dell’indice che hanno registrato una crescita degli utili a doppia cifra. Questi sviluppi lasciano intendere che le opportunità potrebbero estendersi oltre i titoli a maggiore capitalizzazione del mercato, rafforzando la necessità di un approccio più diversificato agli investimenti azionari statunitensi. Con la crescente diffusione delle opportunità di investimento, la ricerca fondamentale e la selezione dei titoli possono assumere un ruolo più importante nell’identificare i titoli che guidano il mercato ed evitare le aree in cui le valutazioni potrebbero risultare meno interessanti.
A maggior ragione nel caso di segmenti di mercato quali le azioni small cap e mid cap, dove la copertura degli analisti è spesso più limitata e le inefficienze tendono a persistere. In un mercato che resta concentrato, ma in cui, al suo interno, la leadership si sta progressivamente ampliando, la capacità di gestire il rischio di ribasso e costruire un portafoglio più resiliente potrebbe rivelarsi importante tanto quanto quella di cogliere le opportunità di rialzo.

