L’Europa sta fronteggiando un altro elemento di rischio che complica ulteriormente l’operato della BCE. Andrea Campisi, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management

Lo shock sui titoli di Stato francesi ha comportato un raddoppio dello spread decennale nel corso di quattro settimane.

Il movimento è stato brusco e ha comportato una frammentazione del mercato obbligazionario, con i rendimenti di Paesi come Germania e Olanda in marcata discesa e rendimenti di Paesi come Francia e Italia in pesante risalita. Lo shock francese ha avuto effetti negativi anche sul comparto semi-core di Spagna-Portogallo e sui titoli legati all’Unione Europea, con impatti da shock di volatilità anche sul credito.

Le conseguenze sono state una marcata riduzione della liquidità del mercato e l’impossibilità, da parte degli operatori, di riciclare il rischio, generando liquidazione a prezzi forzati che hanno portato ad effetti simili a quelli visti nel periodo della crisi pandemica o del 2018 con la crisi italiana.

Le motivazioni della frammentazione del mercato e la concentrazione degli impatti sono da ricondursi alla crisi fiscale e politica francese, epicentro del problema, la cui soluzione non appare semplice data la campagna elettorale dei partiti sino alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo e la necessità di approvare un budget che riduca dello 0.4% un deficit corrente del 5.4%. È quindi verosimile attendersi ulteriore volatilità ed allargamento dello spread francese sino ad una seria decisione sulla riforma pensionistica e restrizione fiscale.

Le difficoltà della BCE

Questo comporta che le aspettative di ulteriore restrizione monetaria da parte della BCE possano diminuire, offrendo ulteriore supporto al core obbligazionario europeo attraverso una chiara forward guidance da parte della banca centrale, sulle tempistiche più lente di eventuali rialzi o attraverso interventi a riduzione degli impatti negativi del quantitative tightening.

Il bilancio BCE, che oggi detiene i titoli di Stato acquistati nei periodi di quantitative easing, sta vedendo una riduzione dei suoi asset, essendo le obbligazioni lasciate scadere a maturity e non venendo più reinvestite. Azione che oggi vede una riduzione di bilancio di circa 45 miliardi al mese, e la cui interruzione o modifica favorirebbe una maggiore liquidità del mercato.

In questo contesto, l’approccio multi asset permette di costruire un portafoglio diversificato e che possa affrontare più scenari attraverso una componente obbligazionaria che oggi appare più equilibrata tra rischio e rendimento, con un carry in grado di proteggere da ulteriori ed eventuali risalite dei tassi, ma soprattutto con un potenziale di apprezzamento qualora vi fossero interventi da parte della banca centrale o se la crescita dovesse perdere di slancio.

A questa componente va affiancata un azionario diversificato sia per geografie che per settori, così da poter cogliere i trend del momento, ma senza risentire, o risentendo in modo contenuto, delle debolezze idiosincratiche.