Dati macro della setimana: il flusso sarà dominato dall’inflazione. In particolare, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) di giugno negli Usa rappresenterà probabilmente la pubblicazione più importante. AllianzGI

Il mercato degli inflation swap prevede che il CPI complessivo rallenti dal 4,2% al 3,8% su base annua. Tuttavia, l’inflazione core sarà più importante per la Fed e le indicazioni suggeriscono che il CPI core annualizzato continuerà ad attestarsi intorno al 3,0%. I prezzi alla produzione, importanti anche per la costruzione dell’indice PCE, che rappresenta il valore obiettivo per l’inflazione stabilito dalla Fed, saranno pubblicati più avanti nella settimana, mentre i dati sulle vendite al dettaglio, il sondaggio della Fed di Philadelphia, i dati sul mercato immobiliare residenziale e l’Indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan completeranno il calendario delle pubblicazioni economiche attese.
Nell’Eurozona, la pubblicazione finale dell’IPCA di giugno dovrebbe confermare l’inflazione complessiva al 2,8% e l’inflazione core al 2,4%, in rallentamento rispetto ai recenti massimi. Saranno inoltre diffusi i dati sulla produzione industriale e sul commercio.
La Cina pubblicherà i dati sul PIL del secondo trimestre, sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio. Il consensus prevede che la crescita del PIL rallenti al 4,5% su base annua e che le vendite al dettaglio restino deboli. Sono attesi anche i dati sugli scambi commerciali.
Nel Regno Unito, l’attenzione sarà rivolta al PIL mensile e alla scomposizione tra servizi e produzione industriale. La produzione di aprile ha registrato una contrazione e le attese indicano che a maggio resterà debole, anche a causa dell’impatto che alcuni eventi politici di forte visibilità potrebbero aver avuto sulla fiducia delle imprese.
In Giappone saranno diffusi anche i dati sulla produzione industriale e sugli ordini di macchinari; è attesa inoltre la pubblicazione dell’indice Reuters Tankan non manifatturiero.
Durante le vacanze estive è naturale prestare attenzione al movimento delle maree. Vi invitiamo a monitorare anche un’altra marea: quella dell’inflazione.

