Diego Franzin, Head of Portfolio Strategies di Plenisfer Investments Sgr

La settimana è iniziata con mercati orientati a prezzare una possibile risoluzione del dossier Iran. L’indicazione che Stati Uniti e Iran possano muoversi verso la firma di un memorandum d’intesa in Svizzera il 19 giugno ha portato il mercato a trattare lo scenario di de-escalation come sempre più probabile. I dettagli restano però ancora limitati. E le comunicazioni pubbliche delle due parti continuano a non essere perfettamente allineate. In sintesi: il mercato sta già trattando la risoluzione, ma la risoluzione non è ancora completamente definita.

Questo è rilevante perché Iran/Hormuz resta il principale catalizzatore macro di breve periodo. Una vera de-escalation ridurrebbe pressione su petrolio, inflazione, tassi e dollaro, favorendo un contesto più favorevole per asset rischiosi ed emergenti. Al contrario, un fallimento dei negoziati riporterebbe rapidamente al centro il rischio energia e la possibilità di banche centrali più rigide.
La seconda notizia rilevante arriva dal mondo AI. Il tema era già entrato da tempo nella competizione strategica tra Stati Uniti e Cina, soprattutto attraverso chip restrictions, export controls e controllo della supply chain dei semiconduttori. La novità è che ora l’intervento sembra spostarsi direttamente sui modelli e sul loro accesso. La decisione del governo americano di restringere l’utilizzo di Claude Fable rappresenta quindi un passaggio ulteriore: non solo controllo dell’hardware necessario ad addestrare i modelli, ma anche possibile controllo della distribuzione e monetizzazione dei modelli stessi.
Il messaggio per il mercato è doppio. Da un lato, aumenta il rischio per le società che sviluppano modelli, perché la capacità di monetizzare globalmente può diventare dipendente da decisioni politiche e regolamentari improvvise. Dall’altro, il fatto che il governo intervenga direttamente conferma la rilevanza strategica della tecnologia. L’AI non è più solo un tema di produttività o di crescita degli utili, ma un’infrastruttura critica, destinata a entrare sempre più nelle logiche di sicurezza nazionale, competizione industriale e influenza economica.
Questa dinamica è particolarmente importante per le aree che adottano AI senza controllarne pienamente infrastruttura, modelli fondamentali o standard tecnologici. L’Europa rimane esposta a questa fragilità: può beneficiare dell’adozione, ma rischia di dipendere da tecnologie e restrizioni decise altrove. Questo rafforza la nostra idea che il tema AI resti strutturale, ma sempre più selettivo e meno lineare rispetto alla prima fase del trade.
La quotazione record di SpaceX il 12 giugno, la più grande IPO della storia, conferma come il mercato continui ad attribuire premi molto elevati agli asset percepiti come infrastrutture tecnologiche strategiche a cui oggi si unisce il tema dello spazio. Il successo dell’operazione rafforza la narrativa che lega innovazione, AI, spazio, e sicurezza nazionale in un unico tema di investimento.
L’altro elemento da monitorare sarà il primo meeting Fed sotto Warsh. Il mercato dovrà iniziare a capire la nuova reaction function della banca centrale: quanto peso verrà dato a inflazione, tassi reali, condizioni finanziarie e resilienza del mercato del lavoro. Dopo settimane in cui il bond market è stato il principale vincolo per gli asset rischiosi, qualsiasi segnale sulla tolleranza della Fed verso tassi reali elevati sarà cruciale.
Per il portafoglio, manteniamo quindi un atteggiamento prudente sui risky asset. Continuiamo a vedere valore nelle nostre core conviction macro, in particolare su tassi reali e mercati locali, con il Brasile come principale esposizione. Allo stesso tempo, preferiamo mantenere flessibilità, protezioni selettive e convessità opzionale, evitando di aumentare beta direzionale in una fase in cui il mercato sta già prezzando buona parte delle notizie positive su Iran e AI.

