Diversificati e meno concentrati. Lo scenario economico meno favorevole è, per ora, compensato dalla liquidità e dalla solida crescita degli utili. Vincent Mortier – Group CIO, Monica Defend – Head of Amundi Investment Institute

 

Manteniamo una posizione leggermente risk-on sul rischio, ulteriormente ridotta di recente, con coperture in essere e un focus sulla diversificazione, lontano dal rischio di concentrazione

Nel complesso, nel valutare dove investire, dovremmo guardare oltre le notizie di breve e concentrarci sulla resilienza strutturale, sul potere di determinazione dei prezzi («pricing power») e sulla capacità delle aziende di assorbire gli shock — qualità che si possono riscontrare trasversalmente tra regioni e settori. Di seguito riportiamo le nostre convinzioni sulle diverse asset class:

Nel reddito fisso, manteniamo un atteggiamento leggermente cauto, vicino alla neutralità sulla duration USA, alla luce della resilienza dei dati sul lavoro, dell’inflazione persistente e di una Fed più restrittiva. In Europa, anche qualora la BCE dovesse alzare ancora i tassi nel corso dell’anno, non prevediamo un vero e proprio ciclo di rialzi, il che sostiene il tratto breve della curva; in questo contesto privilegiamo il debito periferico rispetto al core. Nel Regno Unito, non ci aspettiamo un ciclo completo di rialzi dei tassi e restiamo costruttivi sulla duration, in particolare sul tratto a breve termine, pur ritenendo opportuno un approccio cauto a fronte dei rischi fiscali. Il credito di alta qualità offre ancora rendimenti attraenti mentre restiamo costruttivi sul debito emergente, specialmente in America Latina.

Nell’azionario manteniamo un approccio bilanciato, concentrandoci su imprese resilienti e bilanci solidi, con esposizione a settori difensivi attraenti, come consumo primari e sanità, e azioni cicliche di qualità nei settori industriale e dei materiali.

Nel multi-asset manteniamo un assetto leggermente pro-risk, ma abbiamo ridotto il rischio di concentrazione tagliando l’esposizione all’azionario USA e diversificando a favore dell’Europa e dell’indice S&P 500 equal-weighted. Nel reddito fisso restiamo positivi su duration e credito investment grade europei. Abbiamo leggermente ridotto l’esposizione ai tassi emergenti a breve.

Il dollaro USA è tatticamente attraente, ma è probabile che la sua debolezza strutturale prosegua. Pur ritenendo che la tesi di lungo periodo di un indebolimento del dollaro resti intatta, in un contesto di crescita resiliente rispetto al resto del mondo, pressioni inflazionistiche persistenti e Fed «falco» è possibile nel breve termine una certa tenuta della valuta USA.