I risultati delle ultime quattro settimane hanno visto un’economia americana in ripresa dall’alta inflazione e con un mercato del lavoro in sensibile ribilanciamento. Marco Oprandi, Head of Cross Asset Solutions, Cirdan Capital
La tendenza è stata confermata dai dati dei salari in ribasso e dall’aumento del tasso di disoccupazione, nonostante rimanga ancora alto il numero di posti di lavoro ricercati osservabili dai risultati del JOLTS (Job Openings and Labor Turnover Survey – Indagine sulle offerte di lavoro e sul fatturato).

L’ultimo messaggio di Jerome Powell ha lasciato intendere il delinearsi di una politica monetaria da parte della FED più aggressiva delle nostre previsioni.
Ma crediamo che i futuri discorsi del presidente della banca centrale a commento dei prossimi risultati sull’impiego e sull’inflazione del CPI (indice dei prezzi al consumo) saranno in linea e daranno un ulteriore conferma alle nostre previsioni per il rialzo di 50 bps anziché di 75 a settembre e per un rialzo complessivo di 100bps entro fine anno, (25 bps a novembre e dicembre).
Il mercato sembra avere mostrato segni di ripresa in una fase caratterizzata da un’inflazione e da una recessione latenti che vedono ancora i margini di profitto in contrazione.
Crediamo che i rally delle ultime settimane riflettano le fluttuazioni tipiche di un mercato ribassista. E non quelle di un cambiamento di tendenza, perché siamo convinti che le attuali variazioni siano in linea con i rally di prezzo intorno al 15% nell’arco di quarantacinque giorni osservati storicamente in simili periodi di simile congiuntura economica.
Sosteniamo che volatilità e valutazioni azionarie sono ancora troppo alte su un mercato che crediamo non abbia ancora toccato il fondo. In questa fase del ciclo economico caratterizzata da alta inflazione e tassi d’interesse in rialzo, troviamo opportunità d’investimento nell’azionario di tipo growth difensivo e nei titoli di tipo value connessi al settore dell’energetico e delle materie prime che vediamo ancora con un’ottica rialzista.
Sconsigliamo l’investimento su azioni di tipo growth di lunga duration più sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse e a quelle value di tipo ciclico in quanto più vulnerabili rispetto al consenso di mercato e meno profittevoli.

