David Kohl, Chief Economist, Julius Baer

MGG

L’economia statunitense ha registrato un dato sul PIL del secondo trimestre contrastante ma, nel complesso, incoraggiante. A prima vista, il dato principale sulla crescita è risultato deludente, penalizzato da un forte aumento delle importazioni e dall’accumulo delle scorte. Tuttavia, guardando oltre la superficie, il quadro appare decisamente più positivo: consumi solidi, robusti investimenti nel settore tecnologico e un rallentamento dell’inflazione core indicano che l’economia si sta orientando verso uno scenario favorevole alla propensione al rischio dei mercati finanziari.

 

Julius Baer

Il Bureau of Economic Analysis degli Stati Uniti ha riportato una crescita del PIL reale pari all’1,5% nel secondo trimestre del 2026, su base trimestrale annualizzata, inferiore alle aspettative del consenso. Tuttavia, questo risultato inferiore alle attese è stato in larga parte un effetto statistico. Un forte incremento del deficit commerciale e un significativo accumulo delle scorte hanno sottratto un contributo rilevante al dato principale, mascherando la solidità sottostante dell’economia statunitense.

Eliminando queste distorsioni, il quadro risulta chiaramente positivo. Le vendite finali interne sono aumentate del 3,3%, riflettendo un’effettiva solidità della domanda. La spesa dei consumatori è rimasta robusta, sostenuta da un mercato del lavoro resiliente, mentre gli investimenti delle imprese in tecnologia – trainati in larga misura dalla continua espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale – hanno rappresentato un importante contributo alla crescita, consolidando una tendenza già evidente dall’inizio del 2025.

Per quanto riguarda l’inflazione, il deflatore core del PCE è risultato leggermente inferiore alle attese, fornendo ulteriori evidenze di un allentamento delle pressioni sui prezzi. Dopo un periodo in cui il conflitto in Iran aveva alimentato i timori di un’inflazione persistente, il rallentamento su base mensile dell’indice PCE core rappresenta uno sviluppo significativo. Nel complesso, i dati del secondo trimestre avvicinano l’economia statunitense allo scenario favorevole di una crescita solida accompagnata da un’inflazione in moderazione, in netto contrasto con la narrativa della stagflazione che aveva dominato i primi mesi del conflitto geopolitico. Prevediamo che l’economia statunitense crescerà del 2,1% nel 2026 e del 2% nel 2027, un ritmo vicino al suo tasso di crescita potenziale.