Anthony Simond, Investment Director, Emerging Market Debt di Aberdeen Investments, analizza le principali dinamiche politiche, economiche e di mercato in Ecuador e Argentina

Ecuador e Argentina affrontano sfide politiche ed economiche importanti, sebbene si trovino in fasi diverse del loro percorso di riforma. Comprendere le dinamiche locali, la capacità di attuazione delle politiche e la solidità delle fonti di finanziamento esterno è fondamentale per orientarsi in mercati complessi.

Ecuador: stabilità politica nel breve periodo e solida capacità di finanziamento

Sul fronte finanziario, il Ministero delle Finanze dispone di fonti di finanziamento esterno solide, comprese garanzie della Banca Interamericana di Sviluppo e della Banca Mondiale, e prevede un ritorno sul mercato degli Eurobond nel 2026. Il Paese punta anche a rafforzare il proprio profilo ESG attraverso emissioni legate a progetti sociali.

Gli interventi fiscali recenti, come l’aumento dell’IVA e la rimozione dei sussidi al diesel, mirano a generare risparmi strutturali. Nonostante alcune soluzioni contabili straordinarie per rispettare vincoli costituzionali, governo e FMI mostrano fiducia nel raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica. Nel complesso, il quadro macroeconomico è più prevedibile e potrebbe favorire una riduzione degli spread nel 2025, pur richiedendo un approccio selettivo agli investimenti.

Il recente referendum in Ecuador ha bocciato tutte e quattro le proposte del presidente Daniel Noboa, che spaziavano dall’autorizzazione di basi militari straniere a modifiche nel finanziamento dei partiti politici. Sebbene rappresenti un passo indietro per l’amministrazione, l’esito contribuisce a ridurre l’incertezza politica nel breve periodo, rinviando eventuali tensioni alle elezioni locali e presidenziali

Argentina: margini di riforma ma criticità strutturali

Il rafforzamento politico di Milei favorisce le prospettive di riforma e un potenziale ritorno sui mercati, ma le incertezze di policy e le fragilità strutturali richiedono prudenza. Opportunità possono emergere nel breve periodo, ma i rischi di fondo restano significativi.

La vittoria del presidente Javier Milei alle elezioni di metà mandato rafforza il mandato politico dell’esecutivo e apre la strada a riforme fiscali, di bilancio e del mercato del lavoro nel 2026. L’opposizione frammentata contribuisce a una maggiore stabilità politica nel breve termine.

La gestione del debito si focalizza sul rifinanziamento delle scadenze 2029 e 2030, con possibili nuove emissioni per sostenere la domanda.

Tuttavia, permangono criticità strutturali: la banca centrale (BCRA) può generare errori nella gestione del cambio e delle riserve; l’economia rimane fortemente dollarizzata; gli investimenti diretti esteri sono penalizzati da una storia di contratti disattesi, controlli sui capitali e carenze infrastrutturali, soprattutto nel settore minerario. Sul piano geopolitico, cresce l’influenza della Cina, mentre gli Stati Uniti restano in ritardo nonostante recenti interventi di supporto.