I mercati azionari di Europa e Giappone si confermano alternative altamente competitive sui mercati globali. Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco

La presidentessa Lagarde ha difeso il recente rialzo dei tassi definendolo come un passo strategico piuttosto che un taglio preventivo. I dati preliminari di inflazione nella Zona Euro hanno sorpreso al ribasso, mostrando già un’inversione di tendenza nell’impulso dei costi energetici.
Elementi di tensione sui prezzi rimangono comunque da monitorare, con l’inflazione core al 2.5% headline vicina al 3% ed un miglioramento nella spinta ciclica, soprattutto in Germania, un ulteriore aumento dei tassi BCE a settembre rimane plausibile anche se prende quota l’ipotesi che il taglio di giugno possa rimanere isolato.
I tassi a breve termine sono scesi e le curve dei tassi si sono irripidite, accompagnate da un continuo ribasso nel prezzo del petrolio. Le dinamiche sul mercato valutario legate ad un aggiustamento dei termini di scambio si sono quindi invertite rispetto al momento di tensione geopolitica in Iran. La valutazione del dollaro americano, supportata prima dall’essere un esportatore netto di petrolio, è tornata sotto pressione e la cosiddetta “debasement trade” è tornata in focus.
Le condizioni cicliche in Europa continuano a migliorare sia sul fronte della fiducia dei consumatori che del sentiment di imprese ed investitori. I recenti dati economici tendono a sorprendere in positivo il consenso di mercato e la nuova legge di bilancio in Germania conferma la credibilità della politica fiscale espansiva del cancelliere Mertz.
Allo stesso modo in Giappone, una strategia attendista della BOJ, un netto miglioramento nella fiducia delle imprese ed una politica fiscale espansiva, creano condizioni cicliche molto supportive nella capacità delle aziende di aumentare i margini di profitto.

