Fed a caccia di nuovi equilibri. L’Economic Team di Payden & Rygel, analizza l’andamento dell’inflazione PCE core negli Stati Uniti. Nuovi equilibri nel controllo della dinamica dei prezzi
Dai verbali della prima riunione del FOMC presieduta da Kevin Warsh, pubblicati la scorsa settimana, emerge come la maggioranza dei partecipanti ritenga che un rialzo dei tassi possa rendersi necessario qualora l’inflazione dovesse rimanere al di sopra dell’obiettivo e il mercato del lavoro dovesse rafforzarsi ulteriormente.
A preoccupare i policymaker è soprattutto il fatto che l’inflazione core si mantenga al di sopra dell’obiettivo del 2% da oltre cinque anni, dopo un decennio in cui era rimasta per lo più al di sotto di tale soglia. Molti temono infatti che il protrarsi di un’inflazione elevata rischi di influenzare le aspettative di famiglie, imprese e mercati.
Se l’inflazione non dovesse iniziare a convergere verso il 2% in tempi relativamente brevi, potrebbe venir meno la fiducia nella capacità della Fed di garantire la stabilità dei prezzi. Un disancoraggio delle aspettative renderebbe l’inflazione più persistente, alimentando effetti di secondo e terzo round: lavoratori e imprese potrebbero infatti adeguare salari e prezzi per compensare l’erosione del potere d’acquisto, rendendo più difficile riportare l’inflazione sotto controllo.
Per il momento la maggior parte dei membri del FOMC continua a ritenere appropriato mantenere i tassi invariati, ma la disponibilità ad attendere ulteriori progressi sul fronte dell’inflazione sembra stia progressivamente riducendo.

