Chart of the Week a cura dell’Economic Team di Payden & Rygel

I dati pubblicati la scorsa settimana hanno mostrato che l’indice dei prezzi al consumo (CPI) core ha registrato un rimbalzo a luglio, dopo la lettura invariata di giugno, confermando che il dato di giugno rappresentava un’eccezione isolata.
Nel complesso, il CPI core è salito dello 0,22% a luglio: un ritmo di inflazione che, pur non essendo verosimilmente abbastanza sostenuto da giustificare rialzi immediati dei tassi, mantiene comunque i policymaker della Fed in stato di allerta rispetto a possibili sorprese al rialzo.
Analizzando più nel dettaglio il dato di luglio, emerge un aspetto degno di attenzione: i beni core sono tornati a contribuire positivamente all’inflazione core negli ultimi due mesi, con tutti i settori, a eccezione di uno, che hanno registrato rialzi di prezzo. In particolare, i beni legati alle tecnologie dell’informazione hanno segnato il rialzo mensile più marcato da aprile 2021. Si tratta di una riemersione delle pressioni sui prezzi legate all’intelligenza artificiale, oppure anche il dato di luglio rappresenta un episodio isolato? Con una domanda di prodotti e servizi AI che non sembra attenuarsi, le pressioni sui prezzi nel comparto tecnologico potrebbero rivelarsi più persistenti del previsto.

