Chiuso il 2019 con risultati economici ai massimi storici (906 milioni di utile netto), Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking continua l’ampliamento della rete. Nel mese di gennaio sono stati inseriti 19 nuovi private banker, ingressi che portano il numero totale dei private banker delle reti Fideuram e Sanpaolo Invest a 4.857. Alla fine di dicembre 2019, invece, le masse amministrate erano pari a 242,7 miliardi, in crescita di quasi 30 miliardi (+14%) rispetto al 31 dicembre 2018 (213,1 miliardi). L’evoluzione delle masse rispetto è attribuibile sia alla performance di mercato, che ha inciso positivamente sui patrimoni per 18,7 miliardi, sia alla raccolta netta di 10,9 miliardi. La componente di risparmio gestito è risultata pari a 165,4 miliardi, in crescita di oltre 18,4 miliardi (+13%) rispetto alla fine del 2018. Le masse amministrate in regime di consulenza a pagamento ammontavano a 38,8 miliardi (+7%).

A fine dicembre il numero complessivo dei private banker delle reti risultava pari a 5.834, con un portafoglio medio pro-capite pari a circa 42 milioni (in crescita rispetto a 36 milioni di inizio anno), dato che però include anche i private della rete Ispb, e non solo quello di Fideuram e Sanpaolo Invest.

I coefficienti patrimoniali consolidati di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking si confermano ampiamente al di sopra dei livelli minimi richiesti dalla normativa. In particolare: a fine esercizio il Common Equity Tier 1 ratio (Cet1) è risultato pari a 19,2%.

«Nel corso del 2019 abbiamo ottenuto i migliori risultati mai conseguiti da Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking: un utile netto di 906 milioni e un totale di masse amministrate pari a 242,7 miliardi che, insieme ad una raccolta netta di 10,9 miliardi, confermano l’eccellente qualità del lavoro svolto ogni giorno da private banker, manager, personale di sede e delle società controllate», ha detto Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale, che dalla prossima assemblea assumerà l’incarico di presidente, lasciando il posto di a.d. a Tommaso Corcos, in arrivo dalla Sgr del gruppo, Eurizon. «Continueremo a investire nella selezione e nella formazione delle nostre reti – Fideuram, Sanpaolo Invest e Intesa Sanpaolo Private Banking – poiché crediamo che sia indispensabile puntare sul costante miglioramento delle competenze, sulla professionalità e sull’innovazione, per anticipare i bisogni e analizzare a fondo le necessità finanziarie e patrimoniali della clientela». Il manager ha poi fatto riferimento all’imminente cambio di ruolo: «Concludo il mio mandato alla guida operativa della Divisione Private al termine di un cammino durato cinque anni, durante i quali ho lavorato con un gruppo di professionisti di livello eccellente. Insieme abbiamo costruito la prima private bank in Italia, rispondendo alle esigenze della clientela più sofisticata ed indirizzando la società su un sentiero di sviluppo che ha visto crescere significativamente il totale delle masse amministrate, da 178,8 miliardi di euro e l’utile, da 582 milioni di euro, di fine 2014. Ringrazio ciascuno dei colleghi e colleghe che hanno contribuito a superare, con grande entusiasmo, le numerose sfide di questi anni. Darò ancora il mio contributo, in un ruolo maggiormente istituzionale, con un’attenzione particolare rivolta all’importante segmento di clientela Hnwi».