Gestione attiva favorita dalla dispersione dei rendimenti. Ci aspettiamo un ridimensionamento del differenziale di crescita tra le large cap del Nasdaq e il resto del mercato. Fabrizio Santin, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management

I mercati finanziari hanno inaugurato il 2026 in modo decisamente positivo. I principali indici azionari si muovono vicino ai massimi storici, non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa e nei maggiori Paesi emergenti.
Dopo la guerra tariffaria del 2025, l’economia americana rimane su un sentiero di crescita solida, trainata dagli investimenti in conto capitale delle imprese tecnologiche, che lo scorso anno hanno contribuito per quasi due punti percentuali alla crescita del PIL. Per gli investitori continua a essere difficile fare a meno del mercato statunitense: generazione di utili, capacità di adattamento e continua innovazione restano i principali motori di attrattività.
La nuova stagione delle trimestrali
La stagione delle trimestrali, che è iniziata in questi giorni con la pubblicazione dei risultati da parte di banche ed intermediari finanziari, offrirà le prime indicazioni sull’andamento dei profitti. A seguire, tra fine gennaio ed inizio febbraio, sarà il turno delle Big Tech. Per il comparto legato all’ecosistema dell’intelligenza artificiale sarà interessante valutare intensità degli investimenti, qualità degli utili e ritorno sul capitale investito.
Negli ultimi mesi il tema del possibile eccesso di valutazioni, alimentato da investimenti a leva e da operazioni circolari, ha attirato l’attenzione del mercato. Paradossalmente, questo rappresenta però un fattore positivo perché la maggiore selettività degli investitori e la dispersione dei ritorni tra i titoli favoriscono la gestione attiva e un allineamento più stretto fra prezzi e fondamentali.
Nei prossimi trimestri ci aspettiamo un ridimensionamento del differenziale di crescita tra large cap del Nasdaq e il resto del mercato. Se tale trend verrà confermato, la rotazione verso settori ciclici e mercati emergenti potrà proseguire.
Dopo aver messo sotto pressione il consumatore americano nel 2025 con dazi elevati, riteniamo che i prossimi trimestri possano delinearsi con uno scenario simile a un contesto “Goldilocks”. La crescita si mantiene solida grazie al sostegno di politiche fiscali espansive, deregolamentazione e ciclo degli investimenti, mentre l’inflazione, pur trovandosi al di sopra del target di policy, viene tollerata dalla Fed. Eventuali scostamenti o scossoni potrebbero provocare turbolenze sui mercati.

