Louis Chua, Equity Research Asia, Julius Baer

Il Giappone ha annunciato un piano per ridurre l’imposta sui consumi applicata ai prodotti alimentari dall’8% all’1% a partire da aprile 2027, con l’obiettivo di affrontare le preoccupazioni legate al costo della vita in un contesto di debole consenso pubblico sulla gestione dell’inflazione. Sebbene permangano rischi sul fronte fiscale, i principali beneficiari saranno i rivenditori e le società del settore alimentare e delle bevande.
Pur mantenendo una visione positiva sulle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, l’elevata volatilità dei mercati potrebbe continuare a favorire una rotazione verso titoli difensivi e orientati alla domanda interna: nell’ultimo mese il Nikkei 225, fortemente esposto al settore tecnologico, ha perso circa il 10%, mentre l’indice più ampio TOPIX è rimasto sostanzialmente invariato.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi la sera del 27 luglio 2026, il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi ha annunciato che nel corso della settimana verrà presentata una proposta di riduzione dell’imposta sui consumi, che porterà l’aliquota sui prodotti alimentari dall’8% all’1%, con entrata in vigore ad aprile 2027.
Come promemoria, la riduzione dell’imposta sui consumi sui prodotti alimentari rappresenta uno dei principali impegni elettorali del Partito Liberal Democratico, al governo, poiché il costo della vita è una delle principali preoccupazioni dei cittadini giapponesi. Secondo l’ultimo sondaggio di Yomiuri, solo il 21% degli intervistati approva la risposta del governo all’elevata inflazione, mentre il 71% la disapprova; questo potrebbe aver contribuito al recente calo dell’indice di gradimento del governo.
Il disegno di legge per approvare la riduzione dell’imposta sarà presentato alla Dieta giapponese dopo la conclusione del dibattito bipartisan, nonostante in passato l’opposizione si sia espressa contro tali riduzioni. Secondo quanto riportato da Nikkei, un alto funzionario del governo avrebbe assicurato che verranno fornite al mercato indicazioni sufficientemente chiare sulle modalità di finanziamento della misura e che esiste l’impegno a revocare la riduzione dopo due anni, anche se potrebbero persistere preoccupazioni di natura fiscale a breve termine, date le incertezze relative al deficit di bilancio derivante dai tagli fiscali. Inoltre, l’attuale bozza prevede una riduzione dell’aliquota sui prodotti alimentari all’1% anziché allo 0%, destinando il gettito derivante da quell’1% a trasferimenti in denaro, così da consentire al governo di sostenere che, di fatto, l’imposta sugli alimenti sia pari a zero, lasciando al contempo il tempo necessario ai sistemi di cassa per effettuare gli adeguamenti tecnici richiesti.
A nostro avviso, i principali beneficiari sul mercato azionario della riduzione dell’imposta sui consumi saranno: (1) il settore della distribuzione al dettaglio, in particolare gli operatori della grande distribuzione, i discount e le catene di drugstore con una forte componente alimentare e (2) il settore alimentare e delle bevande, in particolare le aziende con sufficiente potere di determinazione dei prezzi da mantenere i listini o trasferire ai clienti i maggiori costi derivanti dall’aumento dell’inflazione importata, senza una corrispondente riduzione dei volumi.
Tra i titoli oggetto della nostra analisi, potrebbe trarne vantaggio Pan Pacific International (Raccomandazione: Acquisto, Prezzo/Obiettivo: 856,20/1.200 JPY), che gestisce supermercati generici con il marchio UNY e ha recentemente completato l’acquisizione della catena di supermercati Olympic Group, con sede a Tokyo. Alla luce dell’elevata volatilità dei mercati e del riemergere delle preoccupazioni riguardo al tema dell’intelligenza artificiale, il Nikkei 225, caratterizzato da una forte presenza di titoli tecnologici, è sceso di circa il 10% nell’ultimo mese, mentre l’indice più ampio TOPIX è rimasto stabile.
I multipli di valutazione del settore tecnologico si sono compressi, nonostante gli utili abbiano continuato a mostrare resilienza, e continuiamo a mantenere una visione positiva sul segmento delle infrastrutture dell’IA, sostenuto da una domanda di fondo solida. Tuttavia, l’elevata volatilità potrebbe continuare a favorire, nel breve termine, una rotazione dagli investimenti nel settore tecnologico verso i settori difensivi e le società maggiormente esposte alla domanda interna.

