A colloquio con Daisuke Nomoto, Global Head of Japanese Equities di Columbia Threadneedle Investments
Il Nikkei è un indice con circa il 40% concentrato in semiconduttori e hardware. Tale quota significativa ne amplifica i progressi, ma lo espone ai rallentamenti degli investimenti tecnologici. A questi livelli delle quotazioni, come valutate e gestite questo rischio specifico?

La concentrazione del Nikkei nei settori dei semiconduttori e dell’hardware aumenta indubbiamente la sensibilità alle fluttuazioni della spesa tecnologica e al sentiment degli investitori riguardo all’intelligenza artificiale. Lo abbiamo visto chiaramente durante la rotazione di mercato di luglio, quando i timori sulla sostenibilità degli investimenti legati all’AI hanno innescato una brusca correzione dei titoli dei semiconduttori e hanno pesato fortemente sul Nikkei, mentre l’indice TOPIX, più ampio, si è dimostrato notevolmente più resiliente.
Detto questo, riteniamo che sarebbe un errore considerare i titoli azionari giapponesi esclusivamente attraverso la lente della tecnologia. I recenti risultati delle grandi società tech statunitensi hanno contribuito ad alleviare i timori relativi alla domanda di investimenti nell’AI, mentre la spesa in corso per le infrastrutture di AI e i data center continua a sostenere le principali società giapponesi lungo tutta la catena di approvvigionamento dei semiconduttori. Molte di queste aziende rimangono leader globali con solide posizioni competitive e opportunità di crescita strutturale a lungo termine.
Dal punto di vista del portafoglio, la gestione del rischio consiste nel mantenere una diversificazione tra i numerosi beneficiari della trasformazione economica del Giappone. Pur mantenendo l’esposizione a settori interessanti, come quello tecnologico e legato all’intelligenza artificiale, il nostro principale sovrappeso rimane il settore finanziario, integrato da posizioni nei settori industriale, sanitario e in società orientate al mercato domestico.
Gli istituti finanziari, in particolare, sono destinati a trarre vantaggio dall’uscita del Giappone dalla deflazione, dall’aumento dei tassi di interesse e dal miglioramento dei rendimenti del capitale. Il settore industriale è sostenuto dal rinnovamento delle infrastrutture e dallo sviluppo delle infrastrutture per i dati, che forniscono una fonte più equilibrata di crescita degli utili che va oltre il solo settore dei semiconduttori.
È importante sottolineare che, come gestori attivi, ci concentriamo sui fondamentali delle società piuttosto che sulla composizione dell’indice. I periodi di volatilità nel settore tecnologico possono creare opportunità per investire in aziende di alta qualità con valutazioni più interessanti, mentre il ventaglio di opportunità sul mercato giapponese continua ad ampliarsi.
Al di là del peso della componente tecnologica legata all’AI, ritenete che il Nikkei possa contare sul contributo di forze strutturali per proseguire il trend rialzista?
A nostro avviso, l’aspetto più interessante dell’attuale equity story del mercato giapponese è che è sempre più sostenuta da fattori interni e strutturali, piuttosto che dalla sola tecnologia.
Il Giappone sta attraversando una trasformazione pluriennale sostenuta dalla reflazione, dall’aumento dei salari, dal miglioramento della governance aziendale e da una più efficace allocazione del capitale. Dopo decenni di deflazione, l’inflazione si è mantenuta al di sopra del target di lungo termine della BoJ e le trattative salariali annuali hanno portato ad alcuni degli aumenti più consistenti registrati negli ultimi decenni. Ciò sta contribuendo a creare un circolo virtuoso di crescita salariale, consumi e investimenti societari che è stato in gran parte assente dall’economia giapponese per molti anni.
A livello aziendale, le riforme di governance continuano a migliorare la qualità del mercato. Le società si stanno concentrando sempre più sulla redditività, sul rendimento del capitale proprio e sulla creazione di valore per gli azionisti. La liquidità in eccesso viene restituita tramite dividendi e buyback, mentre le inefficienti partecipazioni incrociate stanno gradualmente scomparendo. Di conseguenza, la redditività delle imprese giapponesi è migliorata significativamente rispetto ai decenni precedenti.
Gli sviluppi politici e normativi offrono un ulteriore sostegno. Le aspettative di nuove riforme economiche, di un miglioramento degli standard di governance aziendale e di iniziative di investimento strategico in settori quali la sicurezza informatica, la tecnologia quantistica, la sicurezza energetica e le infrastrutture critiche dovrebbero rafforzare la fiducia degli investitori nel tempo.
Le opportunità di investimento si stanno così ampliando. Nei cicli passati, la performance del mercato dipendeva in larga misura dai grandi esportatori che beneficiavano di uno yen debole. Oggi, invece, le società orientate al mercato domestico contribuiscono sempre più alla crescita degli utili, grazie al sostegno offerto dall’inflazione, dagli aumenti salariali e dal miglioramento della domanda dei consumatori. Come detto in precedenza, poi, il settore finanziario sta beneficiando della normalizzazione delle politiche monetarie, mentre stanno emergendo opportunità nei settori dell’automazione industriale, della digitalizzazione, della sanità e delle infrastrutture.
Di conseguenza, sebbene le società legate all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori continuino a contribuire in modo significativo alla performance del mercato, riteniamo che le ragioni di investimento a lungo termine per il Giappone siano sempre più trainate da una più ampia trasformazione strutturale dell’economia e del settore privato.
Questo è il motivo per cui il Giappone si sta evolvendo da un’allocazione tattica a una componente strategica a lungo termine dei portafogli globali. Il miglioramento dei fondamentali del Paese, le valutazioni attraenti e la crescente diversificazione degli utili suggeriscono che l’attuale ciclo rialzista abbia basi che vanno ben oltre il solo settore tecnologico.


