A colloquio con Stéphane Fraenkel, head of small & mid caps/ deputy head of equities and convertible bonds, Groupama AM

Sull’azionario dell’area euro è sempre aperta la discussione sulla forte sottovalutazione rispetto a quello statunitense. Il P/e è nettamente inferiore rispetto a quello dell’S&P 500. Per trovare un divario simile a quello attuale dobbiamo risalire al 2011, all’apice della crisi dell’eurozona. Qual è la vostra valutazione?

Per quanto riguarda le small e mid cap, stiamo assistendo allo stesso fenomeno delle large cap, con il P/e dell’indice americano Russell 2000 attualmente quasi doppio rispetto a quello dell’indice MSCI Europe Small Caps.
Le small cap europee sono state particolarmente penalizzate negli ultimi due anni dall’aumento dei tassi d’interesse, dal prosciugamento della liquidità sui mercati, dall’improvviso aumento dell’inflazione, che hanno mediamente affrontato meno bene delle large cap, e infine dalla loro minore esposizione a determinati settori (finanza, difesa, energia, ad esempio) che sono stati sostenuti dalla crisi ucraina.
Tuttavia, non hanno perso nulla del loro fascino strutturale. Sono poco mature e hanno maggiori opportunità di crescita rispetto alle aziende più grandi, sono più agili e reattive e spesso beneficiano di un azionariato familiare con una visione a lungo termine.
Inoltre, assistiamo regolarmente ad acquisizioni in questo segmento da parte di operatori finanziari o industriali, o anche – e questo è un fenomeno a cui assistiamo sempre più spesso – da parte di un azionista di lunga data che approfitta del basso prezzo delle azioni della sua società.
L’eurozona presenta un quadro eterogeneo a livello macroeconomico. Quali mercati azionari dell’eurozona ritenete più interessanti in questa fase?
La nostra strategia consiste nel selezionare i migliori titoli sulla base della loro qualità intrinseca, senza avere una preferenza per il Paese. Cerchiamo società che riteniamo abbiano prospettive di crescita eccezionali e che possiamo sostenere nel lungo periodo. La composizione del nostro portafoglio è il risultato della nostra analisi fondamentale dei titoli (“stock picking”) e non di un’allocazione per settori o Paesi, ed è quindi molto indipendente dal nostro indice di riferimento.
Ad esempio, nel nostro fondo Groupama Avenir Euro, dedicato alle small e mid cap della zona euro, la nostra selezione di titoli è fortemente esposta alla Francia (31,5% del portafoglio rispetto al 19,9% dell’indice) e all’Italia (25,2% rispetto al 16%). Tra i titoli italiani, Reply (società di servizi digitali posizionata nei segmenti più vivaci) e Brunello Cucinnelli (società di beni di lusso posizionata nella fascia alta del mercato) sono tra le prime 10 società del nostro portafoglio.

