Mercati azionari emergenti: dalla resilienza alla rivalutazione. Laurence Bensafi, Portfolio Manager, Deputy Head of Emerging Market Equities, RBC BlueBay

america latina

Negli ultimi due anni abbiamo assistito alla sovraperformance dei mercati azionari emergenti rispetto a quelli sviluppati. Abbiamo osservato un forte interesse per Taiwan e, successivamente, per la Corea del Sud, dove si è verificato anche un cambio di leadership politica, con un orientamento decisamente più favorevole al mercato azionario. Anche altre aree hanno ottenuto buoni risultati, in particolare l’America Latina, con Paesi come la Colombia e il Perù.

Quanto sta accadendo è stato una sorta di prova di resistenza per i paesi emergenti. Dall’inizio della guerra abbiamo assistito a un’inversione di alcuni dei fattori che avevano sostenuto molto positivamente questa asset class: un dollaro più debole, un’inflazione in calo e prezzi dell’energia più bassi. Tutti elementi che avevano favorito i paesi emergenti, ma che ora hanno subito una completa inversione di tendenza.

Dieci o vent’anni fa, in un contesto caratterizzato da rialzi dei tassi d’interesse, inflazione più elevata e prezzi dell’energia in aumento, molti paesi emergenti avrebbero incontrato notevoli difficoltà e avremmo assistito a forti vendite sui mercati. Questa volta, invece, non è successo. Se dovessi descrivere le difficoltà attuali, direi che sono legate soprattutto all’incertezza geopolitica.

Opportunità oltre l’intelligenza artificiale

Per quanto riguarda il tema dell’intelligenza artificiale, manteniamo un orientamento relativamente positivo. Non riteniamo che il ciclo degli investimenti in conto capitale (CapEx) sia destinato a subire un brusco arresto, potrebbe piuttosto registrare un rallentamento.Gli investimenti stanno procedendo a ritmi molto sostenuti. La Corea del Sud e Taiwan, in particolare, restano al centro di questo processo.

Oltre ai semiconduttori, le opportunità nel settore sono ampie: questi Paesi ospitano, di fatto, l’intera filiera manifatturiera legata all’intelligenza artificiale. Le valutazioni rimangono relativamente interessanti e non ci aspettiamo un crollo del settore.

L’America Latina è la regione che individuiamo le opportunità più interessanti. Le valutazioni sono molto basse in tutti questi mercati. Nella maggior parte dei Paesi della regione si sono verificati cambiamenti alla guida politica, che rappresentano un vero punto di svolta per l’America Latina. Per molti anni, il principale problema della regione è stato proprio la qualità della leadership politica: governi spesso poco efficaci, con approcci populisti, poco propensi ad attuare riforme e non particolarmente favorevoli alle imprese. Questa situazione sta iniziando a cambiare.

La regione beneficia inoltre dei prezzi elevati delle materie prime, in particolare del rame, di cui l’America Latina è uno dei principali poli produttivi a livello mondiale. Anche altri segmenti presentano opportunità interessanti. I beni di consumo di prima necessità (consumer staples) e i beni di consumo discrezionali (consumer discretionary) hanno registrato performance estremamente deboli e scambiano a valutazioni tra le più basse mai osservate. A nostro avviso, questi livelli non riflettono adeguatamente né la qualità delle società né le prospettive dei rispettivi titoli.

Crediamo inoltre che, prima o poi, anche il mercato indiano tornerà a offrire opportunità interessanti. Un altro comparto da considerare è quello finanziario, che rappresenta una componente importante dei mercati emergenti.