Massimo Trabattoni, head of Italian Equity di Kairos Partners Sgr

Riteniamo che anche per i prossimi mesi l’attenzione del mercato continuerà a vertere sull’assestamento delle prospettive legate al settore dell’IA. Noi manteniamo un sovrappeso su aziende fornitrici di semiconduttori e servizi a supporto dell’ecosistema dei datacenter – che sui listini italiani, spesso associati nell’immaginario collettivo ai settori bancario, utilities e del lusso, contano un certo numero, seppur ancora limitato, di aziende dalle prospettive interessanti – poiché riteniamo che il divario tra la domanda e l’offerta di servizi necessari per la concreta messa a terra dell’IA sia ancora estremamente ampio e sbilanciato verso la domanda, e che per colmarlo sia necessario continuare ad investire, con un evidente beneficio per le aziende coinvolte nella realizzazione dell’infrastruttura dei datacenter.

Inoltre, manteniamo la nostra view positiva sull’industria del software: siamo convinti che i modelli di agentic IA siano destinati a complementare e non a sostituire l’offerta delle società di consulenza ICT. Infatti, da una parte i modelli di OpenAI o Anthropic rendono possibile svolgere progetti in modo più rapido ed efficiente rispetto al passato, ma dall’altra i consulenti hanno il vantaggio di conoscere perfettamente i sistemi interni e i dati sensibili delle aziende clienti con cui hanno stabilito partnership pluriennali: pertanto, riteniamo che alla fine le società di consulenza tradizionali saranno l’enabler per un’adozione sicura e progressiva dei sistemi di agentic IA all’interno delle aziende.
Una prima conferma della nostra tesi, anche se in un ambito completamente diverso, arriva dal fatto che di recente Vanguard (storico colosso dell’industria del risparmio gestito americano) abbia comprato Altruist, la società fintech che con la propria offerta di sistemi intelligenti di pianificazione finanziaria e fiscale ad inizio anno aveva fatto crollare le quotazioni degli asset manager di tutto il mondo per il timore che venissero disintermediati.
Ciò dimostra che gli innovatori necessitano di collaborare con i player consolidati della specifica industria di riferimento così da poterne integrare e migliorare l’offerta destinata al cliente finale, che altrimenti sarebbe difficilmente raggiungibile in autonomia da parte dei nuovi arrivati.
Da ultimo, la rinnovata prospettiva di tassi “higher for longer” mantiene vivo l’interesse per il settore bancario, che noi tuttavia continuiamo ad approcciare in modo altamente selettivo, andando ad individuare quei nomi che usciranno rafforzati da questa nuova ulteriore fase di consolidamento.

