A differenza del software, l’IA diventa sempre più intensiva in termini di capitale man mano che cresce. David Eiswert, Portfolio Manager, Global Equity, T. Rowe Price

La domanda cruciale è se le leggi della scalabilità continueranno a valere. Finché investimenti aggiuntivi produrranno modelli significativamente migliori e tali modelli genereranno valore economico, aziende e governi continueranno a investire. Nessun paese vuole restare indietro in una tecnologia che sta diventando centrale per la produttività, la competitività e la sicurezza nazionale.
Un principio d’investimento rimane particolarmente utile: i prezzi seguono i rendimenti, mentre le narrazioni seguono i prezzi. I mercati spesso danno per scontato che siano le storie a guidare i prezzi delle azioni. Più spesso, invece, sono i fondamentali in miglioramento a far salire prima i prezzi, mentre le narrazioni arrivano solo in seguito per spiegare ciò che è già accaduto.
Oggi la domanda continua a superare l’offerta in gran parte dell’ecosistema dell’IA. Non si tratta più soltanto delle GPU. I data center stanno diventando molto più energivori, alimentando la domanda di memoria, reti ottiche, sistemi di gestione dell’energia, soluzioni di raffreddamento e infrastrutture elettriche. L’IA sta diventando sempre più una storia di investimenti in beni fisici.
Prima o poi questo ciclo maturerà. Come tutti i cicli. Ma limitarsi ad affermarlo offre ben poche indicazioni. La vera sfida non è prevedere che un giorno il ciclo finirà, bensì riconoscere il momento in cui i fondamentali saranno davvero cambiati, invece di reagire semplicemente ai cambiamenti del sentiment di mercato.
Le fasi di trasformazione tecnologica costringono gli investitori ad abbandonare gli schemi mentali più familiari. La natura umana preferisce immaginare che il futuro assomigli al passato recente. I mercati, però, raramente si comportano in questo modo.
Gli investitori che avranno maggiori probabilità di superare con successo questo periodo probabilmente saranno quelli che non formulano le previsioni più audaci, ma quelli che riconoscono che i principi dell’investimento non sono cambiati, mentre il contesto si è modificato.

