Max Stainton, Senior Global Macro Strategist di Fidelity International sulla decisione della Federal Reserve di lasciare i tassi invariati in un contesto di elevata incertezza.

 

Fed

Come previsto, la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati mantenendo il range obiettivo dei Fed funds al 3,5–3,75%. Nel comunicato ufficiale, il FOMC ha ribadito come le tensioni geopolitiche continuino ad accrescere l’incertezza su entrambi i lati del mandato. Pur aggiornando al rialzo la propria valutazione sull’inflazione, la Fed ha precisato che tale dinamica è riconducibile soprattutto all’aumento dei prezzi dell’energia.

 

Questa dinamica, unita al fatto che tre membri del Comitato abbiano votato in senso contrario al comunicato, contestandone il mantenimento di un orientamento prospettico di natura accomodante, ha conferito alla dichiarazione un’impostazione chiaramente restrittiva e, per certi versi, senza precedenti.

 

Nel corso della sua ultima conferenza stampa da Presidente della Fed, è apparso evidente come Powell abbia adottato un approccio alla forward guidance maggiormente ancorato alle valutazioni del Comitato.. Ha ribadito che la “maggioranza” del Comitato non vede una probabilità concreta di rialzi dei tassi e che il Comitato rimane sostanzialmente in modalità attendista, in attesa di valutare come si evolveranno gli shock in corso. In effetti, l’elemento di maggiore rilievo emerso dalla conferenza stampa non ha riguardato la discussione sulle prospettive dei tassi, che continuano a essere poco chiare a causa dell’incertezza.

 

È invece derivato dalla rivelazione di Powell che rimarrà in carica come Governatore della Fed anche dopo la fine del suo mandato da Presidente, sostenendo che le attuali azioni legali contro la Federal Reserve sono senza precedenti e richiedono pertanto una risposta altrettanto senza precedenti. Pur non rappresentando una sorpresa significativa, alla luce delle precedenti dichiarazioni di Powell sulla possibilità di restare Governatore per tutelare l’integrità istituzionale della Federal Reserve, questa decisione introdurrà ulteriore incertezza sulle prospettive future dei tassi di interesse.

 

Guardando al futuro, l’andamento dei tassi per il resto dell’anno sarà sempre più determinato dalla durata del conflitto in Medio Oriente. Il nostro scenario di base continua a esprimere una view più accomodante rispetto alla valutazione di mercato, poiché riteniamo che il prossimo Presidente, Warsh, insieme al resto del Comitato, vorrà contrastare l’impatto negativo sulla crescita derivante dallo shock energetico tramite almeno un taglio dei tassi entro la fine dell’anno.

 

Tuttavia, con l’aumento dei rischi legati a una possibile chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, esiste un rischio concreto che lo shock sui prezzi dell’energia si estenda, trasformandosi in uno shock inflazionistico più ampio per l’intera economia. Continuiamo a prevedere un taglio nel corso dell’anno, ma i rischi risultano chiaramente orientati verso uno scenario di “nessuna azione” per il resto dell’anno.