Sok Yin Yong, Fixed Income Research Asia di Julius Baer

L’India ha registrato una crescita resiliente nel primo trimestre dell’anno fiscale 2027 e il forte slancio prosegue nel secondo trimestre. Successivamente, la crescita potrebbe rallentare nella seconda metà dell’anno fiscale, alla luce dei fattori sfavorevoli derivanti dalle incertezze geopolitiche e dall’impatto di El Niño. L’inflazione rimane sotto controllo, ma il Paese, importatore di energia, deve affrontare pressioni al rialzo derivanti dall’elevato prezzo del petrolio. La rupia indiana (INR) ha beneficiato della solida crescita del primo trimestre.

La speciale finestra per i depositi in dollari ha inoltre portato un afflusso di dollari, aumentando le riserve valutarie in un momento in cui gli investitori esteri sono stati scoraggiati dal calo della INR. Ci aspettiamo che la RBI mantenga invariati i tassi il prossimo mese, nonostante i segnali restrittivi, ma un rialzo dei tassi a dicembre rimane possibile qualora l’inflazione superasse le aspettative e i rendimenti globali più elevati persistessero.

L’India ha registrato una solida crescita del PIL del 7,8% su base annua nel trimestre di giugno (primo trimestre dell’anno fiscale 2027), nonostante i fattori sfavorevoli derivanti dallo shock petrolifero, dalle interruzioni delle catene di approvvigionamento e dalle incertezze globali. Sebbene la crescita del PIL nel primo trimestre sia rallentata rispetto all’8,6% su base annua del quarto trimestre dell’anno fiscale 2026, rivisto al rialzo, il dato è risultato superiore alle aspettative di consenso e la Reserve Bank of India (RBI) stima rispettivamente una crescita del 7,3% e del 7,0% su base annua. La robusta crescita è stata sostenuta dagli investimenti fissi, dai consumi privati e dalle esportazioni nette, suggerendo che misure di politica economica, come i tagli alle imposte e i sussidi, abbiano contribuito ad attenuare l’impatto degli shock esterni sull’economia. La crescita del valore aggiunto lordo (GVA) è moderata all’8,2% su base annua nel primo trimestre dell’anno fiscale 2027, dall’8,7% del quarto trimestre dell’anno fiscale 2026, anch’esso rivisto al rialzo, trainata dal settore manifatturiero, dai servizi di pubblica utilità e da un’espansione generalizzata nel settore dei servizi.

Guardando al futuro, gli indicatori ad alta frequenza della crescita relativi a luglio e agosto indicano che il forte slancio delle attività economiche interne prosegue, nonostante le incertezze globali, grazie alla robusta crescita della raccolta fiscale, alla tenuta dell’attività industriale sostenuta dall’espansione del settore manifatturiero (sebbene abbia registrato una moderazione ad agosto) e alla resilienza dell’attività nel settore dei servizi.

Tuttavia, alla luce dei fattori sfavorevoli derivanti dalle incertezze geopolitiche, che stanno determinando volatilità dei prezzi dell’energia e pressioni sulle catene di approvvigionamento, insieme alle condizioni legate a El Niño, la crescita dell’India potrebbe moderarsi nella seconda metà dell’anno fiscale 2027. L’inflazione headline di luglio è aumentata leggermente, al 4,45% su base annua, trainata dai prezzi alimentari, ma per il resto non si sono ancora osservati segnali di pressioni inflazionistiche generalizzate. L’inflazione core è rimasta invariata al 3,9% su base annua.

Si prevede che l’inflazione di agosto aumenti ulteriormente e sarà un dato importante da monitorare (la pubblicazione è prevista per il 14 settembre), poiché la RBI rimane cauta rispetto al rischio che le pressioni inflazionistiche dal lato dell’offerta si trasferiscano all’economia nel suo complesso. Alla luce della resilienza della crescita e del tono restrittivo dei verbali della riunione di agosto del Monetary Policy Committee, la RBI potrebbe spostare la propria attenzione verso l’inflazione, in presenza di crescenti pressioni al rialzo sul suo andamento.

Nel frattempo, le riserve valutarie (FX) dell’India sono salite a un livello record di 729 miliardi di dollari al 21 agosto, sostenute dagli afflussi esteri a seguito delle misure adottate dalla RBI. Secondo la RBI, tali misure hanno attirato 136 miliardi di dollari di afflussi esteri, di cui 129 miliardi provenienti da cittadini indiani non residenti che hanno utilizzato la speciale finestra per i depositi in dollari (chiusa il 31 agosto).

L’afflusso di capitali ha contribuito a rafforzare le riserve valutarie in un momento in cui gli investitori esteri sono stati scoraggiati dal calo della INR. Grazie a nuove risorse a disposizione, la RBI ha intensificato i propri interventi per difendere la INR, che si è rafforzata raggiungendo il livello più alto degli ultimi due mesi rispetto al dollaro statunitense. La INR rimane comunque la quarta valuta asiatica con la peggiore performance dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, dopo il PHP, il THB e l’IDR.