Infrastrutture: le recenti riforme europee – dalla revisione del mercato elettrico al Net-Zero Industry Act, fino all’accelerazione degli iter autorizzativi – favoriscono soprattutto asset in grado di adattarsi rapidamente alle priorità politiche locali. Ruairi Revell, Head of Sustainability, Infrastructure, di Aberdeen Investments

Agilità e impatto locale

Alcuni modelli infrastrutturali si caratterizzano per tempi di sviluppo più brevi, maggiore capacità di adattamento e minori complessità burocratiche. In Finlandia, questo ha consentito di implementare rapidamente soluzioni come caldaie elettriche per sfruttare l’energia rinnovabile a basso costo, il recupero di calore dai data center e la diversificazione delle fonti nei sistemi di teleriscaldamento.

In Italia, lo stesso approccio si riflette nello sviluppo del biometano, che valorizza impianti esistenti invece di puntare su nuovi progetti, riducendo tempi e costi e rafforzando il legame con il territorio e il sistema agricolo.

Sebbene la politica energetica europea sia ambiziosa, la decarbonizzazione si realizza soprattutto a livello locale: nei comuni, nelle città e nei contesti locali. È qui che si costruiscono soluzioni su misura, attraverso il lavoro diretto con operatori, autorità e comunità.

Una strategia orientata al lungo periodo

Questo approccio privilegia asset essenziali, con elevate barriere all’ingresso e flussi di cassa prevedibili, mantenendo al contempo la capacità di influenzare direttamente i risultati attraverso partnership di lungo periodo e un coinvolgimento diretto nella gestione.

Inoltre, apre un naturale percorso di valorizzazione: asset sviluppati e resi più solidi possono nel tempo attrarre un universo più ampio di acquirenti, tra cui investitori strategici e operatori infrastrutturali. La liquidità viene così progressivamente ampliata.

Conclusioni

Le infrastrutture che sosterranno l’economia europea non nasceranno solo da grandi progetti iconici, ma da una molteplicità di interventi locali e progressivi. Saranno il risultato di una molteplicità di decisioni locali, capaci di combinare efficienza operativa, conoscenza del territorio e obiettivi di sostenibilità.

In questo scenario, chi opera a stretto contatto con i contesti locali si trova nella posizione migliore per trasformare le ambizioni politiche in risultati concreti, contribuendo direttamente alla competitività e alla decarbonizzazione dell’Europa.

Dalla nostra esperienza – oltre un decennio e circa tre miliardi di euro investiti in energia, trasporti e infrastrutture digitali – emerge una costante: il valore si crea dove ambizioni politiche, risultati operativi e rendimenti per gli investitori riescono ad allinearsi in modo efficace. In questi contesti la competizione è più contenuta, il ricorso agli intermediari più limitato e si crea spazio per generare valore reale, oltre la sola ingegneria finanziaria.

Non si tratta di assumere più rischi, ma di operare più a contatto con le risorse, con gli stakeholder locali e con i processi decisionali che determinano, nella pratica, il raggiungimento degli obiettivi economici e di decarbonizzazione dell’Europa.