Swiss Life AM ha approfondito nel corso di un evento le potenzialità di quest’asset a ‘prova di futuro’ con focus su transizione energetica e digitalizzazione

Swiss Life Asset Managers, società di gestione patrimoniale del gruppo Swiss Life, ha organizzato oggi l’evento “Infrastrutture: dalle energie rinnovabili alla green mobility, le opportunità di investimento in Europa e per l’Italia” dedicata all’universo d’investimento infrastrutturale con l’obiettivo di presentare la propria competenza nel settore al mercato italiano. Durante la discussione, gli esperti si sono confrontati sulle prospettive di questa asset class “a prova di futuro” e sulle opportunità che le trasformazioni in atto guidate dalla transizione energetica e dalla rivoluzione digitale potranno offrire al comparto.

L’evento si è aperto con i saluti e l’introduzione di Antonio Iaquinta, head sales per il Sud Europa, che ha presentato la strategia e gli obiettivi di Swiss Life Asset Managers in Italia. Marc Schürch, Head of Renewable Energy ha poi offerto una panoramica sul vasto potenziale delle energie rinnovabili e sulle strategie da porre in atto per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, passando dall’elettrificazione diretta e indiretta alle bioenergie. Schürch ha sottolineato quanto il prezzo dell’energia rinnovabile sia competitivo rispetto a quella prodotta dalle fonti tradizionali. Tuttavia, al fine di ottenere un ritorno interessante sull’investimento in infrastrutture, è fondamentale trovare la giusta locazione per gli impianti, così come è indispensabile che, nell’utilizzo delle rinnovabili, vi sia la diversificazione necessaria per ottenere il massimo dalle diverse fonti utilizzate.

Alla discussione ha partecipato anche Gabriele Damiani, head core infrastructure investments, che si è focalizzato sulle qualità del Core Infrastructure, un asset class ben posizionata per offrire rendimenti superiori corretti per il rischio. Tale asset class è infatti contraddistinta da una forte resilienza e da una volatilità limitata e consente allo stesso tempo agli investitori di beneficiare dei trend secolari che stanno plasmando la società. Damiani ha illustrato i cinque pilastri che sottendono il processo d’investimento dell’asset manager: la profonda conoscenza del settore delle infrastrutture; l’approccio proattivo nel cercare le opportunità d’investimento unito alla capacità di chiudere la maggior parte delle transazioni attraverso una configurazione bilaterale ed esclusiva; una modalità d’investimento di lungo periodo, disciplinata e focalizzata su aziende mature, con una prudente struttura di capitale e di medie dimensione; la creazione di valore grazie a una partecipazione attiva in qualità d’investitore; l’integrazione dei criteri Esg in tutte le fasi del processo d’investimento da parte di un team dedicato.

Infine, Gianfranco Saladino, head value-add infrastructure, ha illustrato le aree più interessanti secondo Swiss Life Asset Managers per una strategia d’investimento Value-Add Infrastrutturale: decarbonizzazione, che va dai parchi eolici alle aziende energy as a service; digitalizzazione, con temi come lo sviluppo dei data center; urbanizzazione e trend demografici, le cui ramificazioni hanno impatti infrastrutturali su diversi settori in ambito medicale; economia circolare e nuove supply chain, che richiedono investimenti per contrastare le interruzioni di fornitura e i colli di bottiglia che possono derivare dal nuovo contesto geopolitico; e mobilità elettrica.

In quest’ultimo ambito hanno portato una testimonianza diretta Federico Fea, CEO e Andrea Brentan, Presidente di Powy, azienda che possiede, sviluppa e opera una crescente rete  di infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici e di cui Swiss Life Asset Managers è azionista di maggioranza. Nell’occasione, Brentan ha sottolineato che in Europa, , nell’ambito della mobilità sostenibile e dell’elettrificazione del trasporto su strada, si è oramai raggiunto un  cambiamento ineludibile, adducendo alcune motivazioni di fondo: la legislazione approvata dall’Unione Europea, gli ingenti investimenti fatti e in corso da parte delle aziende automobilistiche con la conseguente necessità di stabilità regolatoria e il fiorire di molte startup innovative che operano in questo ambito. Ciò detto, non ha mancato però di ricordare quante siano numerose le difficili sfide da affrontare per favorire la transizione.