Ampliare l’universo dell’investimento azionario senza abbandonarlo. Questo è il nostro consiglio per mitigare i rischi della concentrazione. Aneeka Gupta, Director, Macroeconomic Research, WisdomTree

azioni

L’aumento dei rendimenti obbligazionari ha ridotto il premio al rischio azionario complessivo, in particolare per le large cap statunitensi. Tuttavia, il premio è esiguo solo laddove le valutazioni sono più elevate: il divario tra gli utili e i rendimenti obbligazionari è di gran lunga più ampio nel mercato statunitense equiponderato, in Europa, in Giappone e nei mercati emergenti.

Gli investitori vengono remunerati per ampliare e non per concentrare i propri investimenti. Anche i titoli azionari continuano a beneficiare di una crescita nominale sostenuta, e i rendimenti per gli azionisti fungono da ammortizzatore mentre il motore della remunerazione si sposta dai titoli più costosi verso i segmenti più convenienti del mercato.

Diversificare rimanendo nell’azionario prima di spostarsi altrove

Il filo conduttore che accomuna tutte le regioni è lo stesso: ampliare senza abbandonare. Non stiamo dichiarando concluso il ciclo dell’IA, ma il posizionamento è diventato troppo concentrato per essere rassicurante e i vantaggi di guardare oltre le operazioni più gettonate non sono mai stati così evidenti. Il ciclo di investimenti europeo, i mercati emergenti senza partecipazione statale, la rivalutazione dettata dalla governance in Giappone e il premio al rischio più ampio al di fuori delle mega cap tecnologiche puntano tutti nella stessa direzione.

I portafogli che seguono un approccio “barbell”, con un’esposizione strutturale all’IA affiancata da opportunità più convenienti e in espansione, aiutano gli investitori a trarre vantaggio dall’eventuale successo del tema dell’IA, senza però dipendere da esso. A nostro avviso, l’attuale forza del mercato potrebbe offrire agli investitori l’opportunità di rivalutare la concentrazione e la diversificazione all’interno delle allocazioni azionarie.

La scelta di ampliare l’esposizione azionaria non è priva di rischi. Un rallentamento degli investimenti nell’IA o rendimenti della spesa in capitali inferiori alle attese potrebbero pesare sulle società tecnologiche e sul mercato nel suo complesso. In Europa, i benefici attesi dall’aumento della spesa pubblica dipendono dalla tempistica e dall’attuazione dei programmi di bilancio, mentre una crescita economica più debole potrebbe mettere a rischio il miglioramento degli utili previsto.

I mercati emergenti rimangono esposti a rischi di governance, geopolitici e valutari, mentre il Giappone potrebbe risentire dei cambiamenti relativi alla politica monetaria, ai rendimenti obbligazionari e all’andamento dello yen. Più in generale, i mercati azionari rimangono sensibili alle variazioni della crescita economica, dell’inflazione, dei tassi d’interesse e del sentiment, e gli investimenti potrebbero perdere valore.