Investire cercando di tener conto del nuovo scenario globale voluto da Trump non è semplice. L’outlook per il secondo semestre del 2025 a cura di Carmignac

In un contesto in cui l’economia globale aveva intrapreso un percorso di ripresa sostenuta dal credito, sono arrivate le politiche della nuova amministrazione americana che hanno indubbiamente provocato delle ripercussioni sul tessuto economico e sulle piazze finanziarie globali.

Usa, crescita più debole

La politica commerciale Usa avrà degli impatti sulla crescita economica mondiale e, in particolare modo, su quella americana. Come esposto durante il Global Outlook 2H 2025 di Carmignac da Raphael Gallardo, chief economist dell’asset manager francese, i dazi peseranno negativamente sul Pil Usa per circa 1,1% e di 1,7% sull’inflazione (Pce). In termini relativi, si prospetta una ridistribuzione della crescita dagli Stati Uniti al resto del mondo (esclusa la Cina) attraverso l’indebolimento del petrolio e del dollaro, nonostante i term premium globali più elevati.

Stimoli fiscali

Secondo Gallardo, Europa, Giappone e Canada utilizzeranno il nuovo spazio fiscale che si è venuto a creare per riarmarsi e ridurre il rischio delle loro catene di approvvigionamento e delle infrastrutture digitali; la Cina, grazie all’indebolimento della propria valuta, si muoverà nella stessa direzione entro la fine dell’anno.

La debolezza del dollaro

L’asset manager ritiene che l’erosione dello status del dollaro come valuta di riserva globale senza un’alternativa credibile implica un parziale ritorno ai metalli (oro) e un’adozione accelerata delle criptovalute e delle stablecoin.

Come orientare i propri investimenti in questo contesto di non facile lettura è stato il tema affrontato da Kevin Thozet, membro del comitato investimenti dell’asset manager. Thozet non ha mancato di sottolineare come, nella prima metà dell’anno, le dinamiche manifestatesi negli Usa siano state simili a quelle di un mercato emergente: calo simultaneo delle obbligazioni, del dollaro e degli indici azionari.

I rischi sono visibili

La politica di Trump, gli alti rendimenti delle obbligazioni a lungo termine e l’inversione del trend sul dollaro statunitense sono tutti motivi per essere preoccupati. Ma Thozet sostiene che tali rischi sono sempre più visibili, come dimostra il posizionamento degli investitori. Tuttavia, c’è uno stretto spazio al rialzo per gli asset rischiosi.

Investire sui governativi? Con cautela

Per quanto riguarda il reddito fisso, è necessaria cautela sui mercati del debito sovrano.  Il debito a breve termine in Eur è preferibile, poiché la pressione disinflazionistica in atto consente alla Bce di essere proattiva. Lo stesso vale per le obbligazioni con scadenza a 5 anni in Usd, dato che le misure indotte da Washington richiedono una Fed reattiva.  Il rischio di inflazione è sottovalutato, quindi sono preferiti i tassi reali a quelli nominali. Di contro, i rendimenti in alcuni mercati del credito offrono un’isola di certezza in un mare di incertezza.

Investire con il Dollar smirk

Il “dollar smile”, che è la sintesi grafica del movimento del biglietto verde (si rafforza quando l’economia statunitense cresce rapidamente e quando aumentano i timori di recessione), si sta trasformando in un “dollar smirk” (sorrisetto del dollaro). Nell’attuale situazione, Carmignac implementa una strategia barbell con l’euro e lo yen giapponese, che dovrebbero beneficiare di un ulteriore rimpatrio. Dall’altro lato, il real brasiliano e il peso cileno, la cui bilancia commerciale dovrebbe beneficiare dell’appetito per gli asset reali.

Investire tenendo conto delle valutazioni azionarie

Gli ingenti investimenti nel settore tecnologico, insieme alla crescente domanda di Ai, dovrebbero avvantaggiare le aziende più esposte al settore. Ma Thozet non manca di ricordare l’importanza che deve essere prestata alle valutazioni e, per tale ragione, vengono preferite le aziende dell’hardware e gli hyperscaler, insieme a quelle cinesi che hanno dimostrato la capacità di passare dall’essere imitatori a leader del settore. La combinazione di stimoli fiscali di lunga durata, l’allentamento monetario e le valutazioni attrattive rendono i mercati azionari europei interessanti. Quest’ultimo aspetto vale anche per i mercati emergenti, dove l’attenzione è riposta verso gli attori nazionali che operano in settori poco penetrati (in particolare l’e-commerce e il settore bancario in America Latina).