Il grande differenziale di P/E tra area Euro e Usa è oramai diventato cronico da decenni. A colloquio con Alessandro Cominelli, esperto dei mercati e Executive Director di CFE Finance Group a Monaco

Sull’azionario dell’area euro è sempre aperta la discussione sulla forte sottovalutazione rispetto a quello statunitense. Il P/e è nettamente inferiore rispetto a quello dell’S&P 500. Per trovare un divario simile a quello attuale dobbiamo risalire al 2011, all’apice della crisi dell’eurozona. Qual è la vostra valutazione?
L’andamento del rapporto è simile, ma la differenza rimane sempre notevole. Per ricercare le cause dobbiamo analizzare la composizione degli indici; lo Sp500 è composto da titoli a grande crescita di fatturato e utili ed il loro peso è sempre maggiore (big seven). Purtroppo in Europa non abbiamo mai avuto titoli dotati di crescite cosi grandi con grande capitalizzazione e quindi pur avendo ottime società è praticamente impossibile confrontarsi con colossi come Amazon , Apple o Meta per esempio.
L’Europa nel suo complesso è dotata di società che non riescono a sviluppare il business a grandi ritmi a livello mondiale, pertanto la crescita dei fatturati e della relativa market cap. rimane limitata se confrontata con le multinazionali americane.
Purtroppo il fenomeno che si è verificato a partire dal 2023, ossia il peso enorme all’interno dell’indice Sp 500 delle big seven, ha ancora di piu’ ampliato il differenziale di P/E fra i due continenti.
Ad oggi lo Sp500 ha un P/E di 23 e se dovessimo calcolarlo con il metodo dello stesso peso per ogni titolo che lo compone scenderemmo in area 19, ma comunque sempre lontano dal 13 dell’Euro Stoxx 50.
La possibilità di vedere questo differenziale ridursi nel lungo periodo rimane veramente bassa, e la causa principale va ricercata proprio nella tipologia di società che compongono i rispettivi indici.
Come strategia di investimento rimane solo quella di essere ben diversificati a livello geografico ed includere assolutamente l’indice americano nelle scelte di allocazione di portafoglio, proprio per beneficiare della presenza di grandi multinazionali che svolgono business ad elevati tassi di crescita.
Per fare un esempio recente guardiamo la società Nvidia che opera nel settore AI, grandi tassi crescita, ottimi utili attesi e grande market cap., in Europa non esiste una società cosi importante con tassi di crescita cosi elevati e una super capitalizzazione.
Ecco perché è meglio non focalizzarsi troppo fra il differenziale di P/E fra i due continenti e seguire strategie di portafoglio ben diversificate con una presenza importante nei portafogli degli indici americani.
Non dimentichiamo un ultimo fattore lo SP500 è composto da 500 società mentre l’Euro stoxx 50 da sole 50 compagnie.

L’Eurozona presenta un quadro eterogeneo a livello macro. Quali Borse dell’area ritenete siano le più interessanti in questa fase?
A livello europeo i paesi core dell’euro area rappresentano sempre il migliore investimento. Una buona quota di Germania, Francia e Italia possiamo affermare che replica ampliamente le performance dell’economia europea nonostante andamenti spesso molto slegati e poco correlati.
Attualmente l’Italia ha avuto un ottimo comportamento grazie soprattutto all’andamento del settore finanziario che potrebbe continuare ancora per tutto il 2024.

