Iran, la seconda settimana del conflitto ha rafforzato l’idea che la guerra possa durare più a lungo di quanto inizialmente previsto. Algebris Investments

Il regime iraniano ha nominato Mojtaba Khamenei, figlio di Ali Khamenei, come nuovo Leader Supremo. La nomina segnala una chiara continuità all’interno del regime e suggerisce una linea più dura, indicando un approccio meno pragmatico ai negoziati, anche se il presidente Trump ha dichiarato pubblicamente di non essere favorevole alla sua nomina.
L’attività militare si è stabilizzata su livelli coerenti con uno scenario di conflitto prolungato. Il numero di missili e droni lanciati verso Israele e i paesi del Golfo è rimasto nel complesso stabile. I paesi del Golfo sono sempre più spesso bersaglio di attacchi con droni e al momento non dispongono di capacità difensive sufficienti per sostenere una protezione efficace in caso di conflitto prolungato.
Per i mercati, tuttavia, la questione centrale resta lo Stretto di Hormuz, che continua a rappresentare la leva strategica più potente a disposizione del regime. Al momento quasi nessuna petroliera attraversa lo stretto, perché l’Iran sta sfruttando il proprio controllo geografico sul passaggio per esercitare pressione sugli Stati Uniti e sui loro alleati regionali.
In risposta, l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha autorizzato il rilascio di circa 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, contribuendo ad attenuare la reazione iniziale del mercato sui prezzi del petrolio.
Questa dinamica è particolarmente delicata per l’amministrazione statunitense, perché il presidente Trump non può permettersi prezzi del petrolio elevati per un periodo prolungato, con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato. La comunicazione della Casa Bianca è stata incoerente, cambiando più volte tono sia sulla durata attesa del conflitto sia sui livelli di prezzo del petrolio ritenuti accettabili. Finché i flussi attraverso Hormuz resteranno fortemente ridotti, sui prezzi del petrolio continuerà probabilmente a esercitarsi una pressione rialzista. L’attuale inversione della curva dei futures sul petrolio suggerisce tuttavia che i mercati continuino a considerare l’interruzione come temporanea.

