Roma ospita uno degli eventi artistici più attesi dell’anno: la mostra Kandinsky a Palazzo Bonaparte, una grande esposizione dedicata a Vasilij Kandinskij, il maestro russo considerato uno dei padri dell’arte astratta.

Fino al 14 febbraio 2027, il pubblico potrà immergersi nel mondo visionario di un artista che ha trasformato il colore, le forme e le emozioni in un nuovo linguaggio universale.

Una mostra imperdibile per chi ama l’arte moderna, per gli appassionati di musei e per chi cerca cosa fare a Roma durante il prossimo autunno e inverno.

Vassily Kandinsky, Gelb-Rot-Blau (Jaune-rouge-bleu), 1925 – Olio su tela – 128×201,5 cm – Donazione di Nina Kandinsky, 1976 – Centre Pompidou, Parigi, Musée national d’art moderne – Centre de création industrielle

Kandinsky a Roma: dove si svolge la mostra?

La mostra si terrà nella prestigiosa cornice di:

Palazzo Bonaparte – Spazio Generali Valore Cultura
Piazza Venezia 5, Roma

Una location simbolica nel cuore della Capitale, affacciata su uno dei luoghi più iconici della città, che negli ultimi anni è diventata protagonista delle grandi mostre d’arte a Roma.

Cosa vedere alla mostra Kandinsky di Roma

L’esposizione racconta l’intero percorso artistico di Kandinsky: dagli inizi figurativi fino alla rivoluzione dell’astrattismo, passando per le esperienze che hanno cambiato per sempre la storia dell’arte del Novecento.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso le diverse fasi della ricerca dell’artista:

  • gli anni della formazione in Russia;
  • il periodo a Monaco e la nascita delle avanguardie;
  • l’esperienza del gruppo Der Blaue Reiter;
  • gli anni del Bauhaus;
  • l’ultima fase creativa vissuta in Francia.

La mostra riunisce oltre settanta opere provenienti da collezioni internazionali e dal Centre Pompidou di Parigi, offrendo un’occasione rara per ammirare dal vivo alcuni capolavori del pittore russo.

Guardare un’opera di Kandinsky dal vivo significa entrare in un universo fatto di colori, geometrie e ritmo.

L’artista sosteneva che il colore potesse avere una forza emotiva simile alla musica: non doveva soltanto rappresentare la realtà, ma creare sensazioni, movimenti interiori e nuove forme di percezione.

Le sue composizioni astratte continuano ancora oggi a sorprendere perché riescono a parlare a tutti, anche a chi non è un esperto d’arte.

la mostra