Un mix di crescita economica, utili aziendali e dividendi in piena forma e politiche fiscali rendono l’equity giapponese appetibile. Inoue Junichi head of japanese equities, Janus Henderson

La Borsa di Tokyo ha toccato il massimo storico degli ultimi trenta anni dopo l’annuncio delle dimissioni del premier giapponese Yoshihide Suga. Come interpretate questa reazione?
Il mercato ha apprezzato il fatto che il Primo Ministro Yoshihide Suga abbia dichiarato di non ricandidarsi poiché nel caso fosse stato lui il leader del Partito Liberal Democratico (LDP) probabilmente il partito LDP avrebbe perso le elezioni determinando la nascita di una maggioranza debole e quindi di un governo instabile.
Il fatto che il partito LDP avrà un nuovo leader rende più probabile la vittoria alle elezioni del partito LDP il quale porterà avanti una politica espansiva che prevede di sostenere l’economia giapponese tramite un piano di spesa aggiuntivo.
L’apprezzamento del mercato al passo indietro di Suga è confermato anche dall’andamento dei mercati dopo il 23 agosto, data delle elezioni nella città di Yokohama che hanno visto confermarsi il declino di Suga.
Quali sono i fattori che hanno supportato il recupero delle quotazioni azionarie nipponiche negli ultimi anni e quali trend individuate per il futuro?
I principali driver che hanno sostenuto la ripresa del mercato azionario giapponese sono molteplici e di diversa entità. Sicuramente, il fatto che il recupero dei guadagni aziendali è stato molto più vigoroso ha notevolmente influito, determinando con molta probabilità un FY3/22 ad alto profitto.
Anche i dividendi saranno presumibilmente superiori al livello pre-pandemia, con l’indice Topix scambiato a 14,5x per l’eps FY22, che è il valore più basso del range negli ultimi dieci anni. E sensibilmente inferiori rispetto agli altri mercati sviluppati. Ma non solo, una ripresa più vigorosa, una valutazione vantaggiosa, l’ulteriore sostegno fiscale, uniti al fatto che il governo sarà potenzialmente più stabile, rappresentano segnali forti per gli investitori globali, che portano il Giappone a registrare un buon rally di recupero verso la fine dell’anno.


