Chart of the Week a cura dell’Economic Team di Payden & Rygel

stati uniti, USA

 

I dati pubblicati la scorsa settimana mostrano che la crescita della produttività del lavoro non agricolo negli Stati Uniti è aumentata del 2,9% su base annua nel primo trimestre del 2026, confermando il trend di rafforzamento osservato dal 2023.

Sebbene l’adozione dell’AI possa contribuire in parte a migliorare l’efficienza, il dato riflette soprattutto una dinamica matematica: la produttività viene infatti calcolata come output per ora lavorata. E, in un contesto caratterizzato da crescita occupazionale quasi nulla nel 2025 ma da un PIL reale ancora resiliente, la produttività misurata tende naturalmente a risultare più elevata.

Una quota rilevante della recente crescita del PIL deriva inoltre dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale, che incrementano l’output attraverso la spesa in capitale fisso senza richiedere un corrispondente aumento del lavoro.

Parallelamente, altri indicatori di produttività più rappresentativi dell’efficienza economica strutturale — come la misura di total factor productivity corretta per l’utilizzo elaborata dalla Federal Reserve di San Francisco — suggeriscono un rallentamento della produttività sottostante.

Questo indica che i benefici di lungo periodo dell’AI restano, per ora, più una promessa che una realtà. Nel breve termine, tuttavia, gli investimenti nell’ecosistema AI continuano a sostenere l’economia statunitense nonostante la debole crescita dell’occupazione.