I titoli sovrani emessi da Stati Uniti e Germania hanno consentito agli investitori di guadagnare il 2% in appena due settimane

In un periodo dominato dalle notizie sul livello di diffusione e sui dati che fotografano l’incidenza della mortalità ascrivibile al coronavirus, gli occhi degli esperti e degli investitori si sono focalizzati sulle sorti dei mercati azionari, in primis quelli asiatici.

Tuttavia, nelle ultime due settimane è stato il segmento obbligazionario a offrire una misura chiara del livello al quale si può spingere l’avversione al rischio. Dopo la corsa al rialzo registrata dalle quotazioni dei titoli di debito ad elevato rating nell’ultima parte del 2019, il nuovo anno era cominciato con auspici non proprio positivi per il debito sovrano. L’arrivo del coronavirus ha invece evidenziato come la paura degli investitori e la spinta dei flussi d’investimento sia in grado di spingere ancora al rialzo le quotazioni.

Treasury e Bund, il rendimento su nuovi minimi

Il rendimento dei Treasury bond e dei Bund con scadenza a dieci anni, assets rifugio per eccellenza, si sono riportati sui livelli di ottobre. Nel caso del titolo di stato Usa, il rendimento è passato dall’1,82% del 20 gennaio all’1,63% di venerdì scorso, dopo essere sceso fino all’1,508%. Il titolo di stato tedesco ha visto passare il rendimento del decennale da -0,21% a -0,43%, per poi chiudere la settimana a -0,37%. L’investitore che ha deciso di inserire nel proprio portafoglio il Treasury statunitense a dieci anni lo scorso 15 novembre, ha ottenuto nelle ultime due settimane una performance del 2,15%.

Per il 2020 le attese restano ancorate a scarsi margini di crescita per il segmento obbligazionario in scia ad un’azione della Banca centrale Europea che dovrebbe essere caratterizzata da un periodo prolungato di stand by sul versante tassi e da un operato della Federal Reserve bloccato da un anno in cui l’attenzione degli operatori è quasi tutta assorbita dalle elezioni presidenziali fissate a novembre 2020.

Fondi: obbligazionari e di liquidità fanno il pieno

La settimana scorsa, i fondi obbligazionari commercializzati nel mercato europeo hanno attirato flussi d’investimento per 6.408 mln di euro che porta l’ammontare complessivo accumulato da inizio anno a 25.000 mln di euro (fonte: Bank of America). Ancora più intensi sono stati i flussi indirizzati verso i prodotti del risparmio gestito specializzati nella gestione della liquidità: 15.070 mln di euro durante la settimana scorsa e circa 50.000 mln di euro complessivi da inizio anno.

Bond sovrani, il rifugio più richiesto

I dati raccolti ed elaborati da Bank of America mostrano che la categoria di titoli obbligazionari che è stata in grado di calamitare la maggior quantità di flussi è quella dei bond sovrani con 3.440 mln di euro (valore nettamente superiore ai 2.300 mln di euro settimanali registrato durante il 2019).

Le analisi del nuovo scenario di riferimento in cui si muovono i bond sovrani, evidenziano che gli esperti si aspettano una correzione non appena l’emergenza relativa alla diffusione del coronavirus sarà rientrata. I nuovi dati macro -fatta eccezione per quelli Usa- sembrano dare manforte all’ipotesi che vede quotazioni oramai troppo tirate sui titoli di stato.

Crescono i volumi di bond dal rendimento negativo

Uno degli effetti immediati della nuova accelerazione dei flussi di denaro diretti verso i government bond di alta qualità è l’incremento della quota di titoli il cui rendimento si è portato in territorio negativo. Ad agosto, l’aumento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina ha fatto impennare i volumi di debito con rendimenti negativi a 15.390 mld di euro. Il volume aveva sperimentato un calo fino ai 12.340 mln dopo la distensione dei rapporti tra le due superpotenze, per poi accelerare di 2.000 mld alla notizia della diffusione su scala quasi planetaria del coronavirus.