Intervista a John Taylor, Portfolio Manager European Income Portfolio di AllianceBernstein

 

Alliance Bernstein

Dopo l’ampliamento dello spread Btp/Bund registrato nelle ultime settimane, come valutate il rapporto rischio/rendimento dei titoli di stato italiani?
John Taylor

Negli ultimi sei-nove mesi gli spread delle obbligazioni italiane a dieci anni sono passati da +100 a +200. Il motivo principale è stato il tapering degli acquisti nell’ambito del QE da parte della BCE e la fine del programma molto prima di quanto ci si aspettasse. La BCE ha riconosciuto la frammentazione degli spread dei Paesi e ha promesso di intervenire.

Ciò ha placato i timori del mercato e mentre il posizionamento di consenso era di sottopesare i titoli di Stato italiani, questo cambiamento di politica rende la posizione più difficile da mantenere. Le parole e le azioni della BCE dovrebbero contribuire a porre un certo limite agli spread sovrani italiani e a smorzare la volatilità.

Quali tipologie di titoli di stato italiani ritenete meritevoli di essere inserite in portafoglio in questa fase?

Gli spread dei titoli italiani a cinque anni si aggirano intorno ai 140 punti base rispetto alla Germania. E quelli a dieci anni a 200, rendendo i titoli di Stato italiani in questa parte della curva più interessanti per noi. Tuttavia, anche gli spread del credito europeo in generale si sono ampliati in modo significativo in questo contesto. E riteniamo che possedere un paniere diversificato di obbligazioni europee, dai titoli di Stato italiani alle obbligazioni societarie con rating IG, con una predilezione per i titoli finanziari, e anche la parte BB del mercato High Yield, siano tutti investimenti interessanti in questa fase.

Riteniamo che la BCE non avrà bisogno di un numero di rialzi dei tassi d’interesse così elevato come quello attualmente previsto dal mercato per riuscire a ridurre l’inflazione nel 2023. Nei cinque anni precedenti la pandemia, la BCE ha costantemente mancato l’obiettivo di inflazione di quasi l’1%.

È probabile che la Federal Reserve statunitense porti i tassi molto più in alto rispetto alla BCE in questo ciclo. Il che aumenta il costo della copertura sul cambio sui titoli statunitensi. Pertanto, le obbligazioni denominate in euro avranno un maggiore appeal per gli investitori globali, il che dovrebbe attirare la domanda.

Inoltre, gli investitori europei sono stati affamati di titoli a rendimento positivo per molti anni. Prevediamo che gli attuali rendimenti attireranno la domanda anche da parte di questi investitori.