Chris Iggo, Chief Investment Officer AXA IM Core, BNPP AM

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La guerra con l’Iran è iniziata ormai più di tre mesi fa. A marzo, gli investitori hanno trascorso molto tempo cercando di definire diversi scenari e prevedere come l’economia globale e i mercati finanziari avrebbero reagito a un conflitto rapido, a uno prolungato o a un collasso totale del funzionamento dei mercati energetici.

Chris Iggo
Tre mesi dopo, a che punto siamo? Il Dated Brent – principale benchmark del petrolio greggio – quota attualmente sotto i 100 dollari al barile. Dall’inizio della guerra il prezzo medio è stato intorno ai 94 dollari al barile, il doppio rispetto alla media dei tre mesi precedenti.
Questo è bastato per spingere al rialzo i prezzi dell’energia sia al dettaglio sia all’ingrosso, come evidenziato dai dati sull’inflazione in numerose economie.
Ha inoltre provocato un rialzo delle aspettative sui tassi forward: i tassi forward a un anno su dollaro USA e sterlina britannica (ovvero le aspettative sui tassi a un anno tra dodici mesi) sono aumentati di 80-90 punti base rispetto al 27 febbraio; nel mercato euro l’aumento è stato di 60-70 punti base.

Rendimenti sorprendenti

Tutto questo non è una novità: gran parte del repricing di mercato è avvenuta rapidamente e l’aspettativa dominante è diventata progressivamente quella di un accordo per porre fine al conflitto, accordo che tuttavia non è ancora stato raggiunto.
Dalla fine di marzo i rendimenti sono tornati positivi. Gli asset obbligazionari hanno registrato total return positivi, ad eccezione dei Treasury statunitensi e dei titoli governativi giapponesi. Sono stati premiati gli investimenti in debito emergente, credito subordinato e sub-investment grade, così come nei titoli governativi europei a lunga duration e nei Gilt britannici.
Anche le aspettative sui tassi si sono leggermente ridimensionate: è probabile che la Bce alzi i tassi, mentre Fed e BoE dovrebbero mantenere invariata la politica monetaria.

La performance azionaria è stata straordinaria, guidata dai titoli tecnologici. L’indice statunitense SOX dei semiconduttori ha registrato un total return del 79,6% dal 31 marzo. Il tema dell’AI si è ulteriormente rafforzato, sostenuto da ricavi solidi delle società tecnologiche e dei semiconduttori e da un entusiasmo di mercato che non mostra segni di rallentamento. Questa dinamica verrà messa alla prova nelle prossime settimane dal successo o meno delle attese IPO di SpaceX, OpenAI e Anthropic.

Secondo le speculazioni dei media, insieme ad Alphabet – che punta a raccogliere USD 80 miliardi di nuovo capitale – queste operazioni potrebbero superare complessivamente i 200 miliardi di dollari.
Il tema dell’AI ha completamente oscurato i potenziali rischi legati alla guerra con l’Iran, che restano presenti. I mercati continuano tuttavia a scommettere su un accordo imminente in grado di porre fine al conflitto e favorire un graduale riequilibrio dei mercati energetici.
Gli indicatori di volatilità implicita, come il VIX e il MOVE Index sul mercato dei Treasury USA, si mantengono relativamente stabili da metà aprile. Gli spread creditizi sono ormai vicini ai livelli di fine febbraio. Nei mercati valutari, il dollaro viene scambiato in rialzo di circa l’1,5% rispetto all’euro e in misura analoga rispetto alla sterlina. I mercati si sono dimostrati estremamente resilienti.
I timori sui titoli di Stato a lunga scadenza non sono stati confermati dalla recente performance: nonostante tutto il clamore sui Gilt, l’indice britannico oltre i 10 anni ha registrato un total return dell’1,53% tra fine marzo e fine maggio, di cui 73 punti base derivanti dal carry.

Accordi, accordi, e ancora accordi

La resilienza dei mercati dipende da due fattori: la convinzione che un accordo per porre fine al conflitto con l’Iran sia vicino e il continuo afflusso di capitali verso il tema dell’AI.
Nel frattempo, l’economia globale continua a rallentare solo moderatamente, con gli ultimi indici PMI che suggeriscono come siamo ancora lontani da una brusca contrazione dell’attività economica mondiale.
L’indice ISM manifatturiero statunitense a maggio ha addirittura raggiunto il massimo degli ultimi quattro anni, trainato dalla forza dei nuovi ordini che riflette tutta l’attività industriale legata alla costruzione di data center e delle relative infrastrutture.
 

Il “peace deal” FIFA

Credo che il Presidente Trump desideri raggiungere un accordo con l’Iran prima dell’inizio della Coppa del Mondo la prossima settimana (ricordiamo che anche l’Iran dovrebbe partecipare). L’attenzione globale sarà concentrata sugli USA e, dal punto di vista comunicativo, sarebbe molto più favorevole per Washington poter presentare un accordo di pace prima che Messico e Sudafrica inaugurino il torneo.
La quantità di capitale globale destinata all’AI è impressionante ed è naturale che molti inizino a chiedersi se non si stia formando una bolla. Certamente, una volta conclusa questa ondata di mega-IPO, i mercati azionari pubblici saranno ancora più concentrati sui titoli tecnologici.
È possibile che si verifichino alcune turbolenze sui mercati azionari man mano che gli investitori riallocheranno il capitale per assorbire questo livello record di nuove emissioni azionarie. Le notizie di questa settimana su Broadcom – le cui previsioni di ricavi hanno deluso il mercato – ricordano che non tutti gli operatori possono risultare vincitori.
Allo stesso tempo, il mondo non riesce a produrre abbastanza chip e il capex continua a sostenere la crescita, soprattutto negli Stati Uniti.
 

And the winner is…

A inizio anno avevamo indicato la resilienza come uno dei temi chiave di investimento.
Finora l’economia globale si è effettivamente dimostrata resiliente – e lo stesso vale per i mercati.
I rendimenti obbligazionari si sono riportati su livelli più elevati, ma non si è verificata alcuna ondata di default nel credito né alcuna dislocazione di mercato derivante da premi al rischio più elevati sul debito governativo. Le valutazioni delle società AI che si preparano alla quotazione rappresenteranno un vero test per capire se questa resilienza potrà proseguire per il resto del 2026 e rivelarsi vincitrice.