Wataru Aso, Product Specialist, RBC BlueBay

Value, Giappone

Ci aspettiamo che la Bank of Japan (BOJ) mantenga i tassi d’interesse invariati in questa riunione, un esito che il mercato ha già ampiamente scontato. Avendo aumentato i tassi solo il mese scorso, una nuova stretta consecutiva sarebbe decisamente insolita.

La questione più importante è se il governatore Kazuo Ueda e la BOJ lasceranno intendere un’accelerazione del ritmo dei futuri rialzi dei tassi. Questo sarà il vero punto focale della riunione, e sarà durante la conferenza stampa di Ueda che i mercati cercheranno risposte.

Una notizia diffusa la scorsa settimana, attribuita a un funzionario della BOJ rimasto anonimo, suggeriva che i responsabili della politica monetaria stiano valutando il passaggio a un ritmo di rialzi più frequente, ad esempio su base trimestrale anziché con l’attuale cadenza semestrale. Osserveremo con attenzione eventuali indicazioni in tal senso.

Detto questo, riteniamo improbabile che Ueda si sbilanci indicando fin d’ora un calendario preciso. Prima del prossimo rialzo, infatti, la BOJ dovrà ottenere il sostegno del primo ministro Sanae Takaichi, il che rende prematuro impegnarsi su una tempistica definita. Ci aspettiamo quindi che la banca centrale ricorra al consueto linguaggio, ribadendo che continuerà a monitorare l’andamento dell’economia e ad adeguare la politica monetaria in modo appropriato. Uno o due membri del consiglio potrebbero votare a favore di un rialzo immediato dei tassi, ma ciò non rappresenterebbe una sorpresa e non dovrebbe essere interpretato come un cambiamento significativo dell’orientamento della BOJ.

Per quanto riguarda il rapporto trimestrale sulle prospettive economiche, la BOJ rivedrà le proprie previsioni su inflazione e Pil. Ci aspettiamo una revisione al ribasso della stima dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) per l’anno fiscale 2026, riflettendo il calo dei prezzi dell’energia e l’effetto calmierante dei sussidi governativi ancora in vigore sull’inflazione complessiva.

Il dato più importante, tuttavia, sarà la previsione del CPI per l’anno fiscale 2027, ossia l’orizzonte temporale in cui le tendenze dell’inflazione di fondo diventano visibili al di là delle distorsioni generate dalle misure di politica economica di breve periodo.

Il mercato sembra posizionato per un esito moderatamente restrittivo (hawkish), soprattutto per quanto riguarda le indicazioni sulla futura traiettoria dei tassi (forward guidance). Se Ueda dovesse evitare di segnalare un ritmo di rialzi più aggressivo — che rappresenta il nostro scenario di base — esiste un concreto rischio di delusione, con lo yen e il tratto a breve della curva dei tassi che potrebbero correggere parte delle recenti aspettative restrittive incorporate nei prezzi di mercato.