Memoria, semiconduttori e IA: ci concentriamo su aziende growth di qualità duratura, frutto di anni di ricerca approfondita. Nick Payne, Gestore del fondo Comgest Growth Emerging Markets

Copernico SIM

Le azioni dei mercati emergenti hanno prolungato il loro rialzo nel corso del primo semestre dell’anno, con i guadagni ancora una volta concentrati nel comparto tecnologico e dei semiconduttori del nord Asia. La forza determinante è rimasta il super-ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale (IA): una spesa in conto capitale record da parte dei grandi operatori cloud, la migrazione dall’addestramento dei modelli verso carichi di lavoro agentici molto più intensivi in termini di calcolo e memoria, oltre ad una carenza strutturale di memoria che ha sostenuto sia i prezzi sia la visibilità degli utili per i principali produttori. Corea e Taiwan, sede dei franchise dominanti a livello mondiale nella memoria e nella foundry, sono stati i beneficiari più evidenti, mentre un periodo più debole in alcune aree del settore internet cinese e in diversi altri mercati ha prodotto un’ampia dispersione dei risultati.

Il contesto monetario è diventato meno accomodante nel corso del periodo:

la Fed ha mantenuto i tassi invariati per quattro riunioni consecutive, segnalando che la politica resterà restrittiva più a lungo. Continuiamo a basarci sulla solidità degli utili aziendali piuttosto che sul ciclo macroeconomico, ma la costruzione di infrastrutture per l’IA rappresenta un autentico vento favorevole strutturale per diverse partecipazioni, un tema che studiamo in profondità da anni.

A livello di paese, i rendimenti sono stati guidati dalle partecipazioni tecnologiche coreane e taiwanesi. Questi risultati riflettono la selezione bottom-up dei titoli lungo la catena di fornitura della memoria e delle infrastrutture per l’IA, piuttosto che una view a livello paese.

La costruzione di infrastrutture per l’IA appare strutturale piuttosto che speculativa

La nostra ricerca continua a indicare la memoria come un vincolo determinante per le prestazioni dei sistemi piuttosto che come un input commoditizzato, un cambiamento che, se confermato, porterebbe la qualità attraverso il ciclo dei principali produttori di memoria ben oltre i cicli precedenti. Manteniamo un’esposizione significativa ai fornitori di calcolo, memoria, energia e connettività richiesti dalla costruzione di queste infrastrutture, aziende che studiamo da anni attraverso visite ai fornitori, colloqui con esperti e conferenze di settore, e per le quali il nostro periodo medio di detenzione si misura in anni piuttosto che in trimestri.

Siamo altrettanto consapevoli dei rischi.

Le valutazioni in alcune aree del comparto tecnologico incorporano un ottimismo considerevole, l’offerta è in aumento e l’eventuale normalizzazione dei prezzi della memoria è una questione di tempistica piuttosto che di probabilità, per cui monitoriamo attentamente gli annunci legati alla capacità produttiva. Un contesto di tassi più alti per più tempo e un dollaro più forte potrebbero inoltre attenuare il sentiment verso questa asset class. Al di là della tecnologia, restiamo focalizzati su un insieme diversificato di storie di crescita strutturale, dai servizi finanziari indiani al digital banking latino-americano e ai franchise di consumo, dove gli utili sono guidati dalla penetrazione e dalla formalizzazione piuttosto che dal ciclo globale. La volatilità di breve termine non modifica tesi costruite su fondamentali pluriennali; il nostro posizionamento riflette la convinzione nelle singole aziende piuttosto che una view direzionale sui mercati.