I rendimenti dei Treasury Usa sono di nuovo in aumento, ma gli investitori hanno davvero motivo di preoccuparsi? Payden&Rygel
Il mese scorso, con la risalita dei rendimenti, si sono diffusi parallelamente timori di un crollo della liquidità sui mercati, di una fuga dal dollaro e del venir meno del ruolo dei bond come ammortizzatore contro la volatilità dei listini azionari.
La reazione dei mercati obbligazionari
La scorsa settimana, sui mercati i rendimenti hanno raggiunto livelli simili, ma le cause scatenanti sono state diverse: la tregua commerciale globale e un contesto “risk on”, ma anche le attese di soli due altri tagli dei tassi d’interesse nel corso del 2025, contro i quattro della settimana precedente, complici il miglioramento delle prospettive di crescita e i rischi di inflazione persistente, che indicano che la Fed non ha fretta di tagliare. Infine, dal momento che il deficit di bilancio sembra destinato a restare intorno al 7% del PIL, gli investitori richiedono una maggiore remunerazione per i titoli di Stato statunitensi.
Mercati, crescita economica e inflazione
Pur concordando sul fatto che le prospettive di crescita siano migliorate, invitiamo gli investitori a non perdere di vista il quadro generale dell’inflazione. I dati della scorsa settimana mostrano che il dato core è calato notevolmente rispetto al picco, avvicinandosi alla media pre-Covid in tutte e tre le principali categorie. Restano alcuni rischi al rialzo per i prezzi, ma sembra che l’inflazione core stia tornando verso la normalità.

