Mercati: gli utili aziendali sono quell’elemento fondamentale che continua a supportare la tendenza dei mercati azionari. Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco

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I risultati trimestrali sono positivi e le proiezioni sostengono un movimento di revisioni al rialzo sia in US che Europa. Il consenso di mercato si è infatti posizionato su una crescita degli utili nella Zona Euro del 19% nel 2026 e del 13% nel 2027, tassi di crescita in linea con il mercato US. I driver di crescita si stanno allargando in modo più omogeneo comprendendo più settori.

 

 Questa settimana entreremo nella fase più calda delle trimestrali in America, cinque delle Magnifiche 7 pubblicheranno i risultati; vedremo se il tasso di crescita dei profitti si conferma tale da giustificare l’immensa spesa per investimenti fissi.

 

Il contesto di tassi d’interesse e politica monetaria è l’altro elemento decisivo, in settimana si riuniscono le principali banche centrali. Per la Fed sarà l’ultima riunione presieduta da Powell, una riunione che non porterà novità con i tassi che saranno invariati e la conferma di un atteggiamento attendista con focus ancora importante sui rischi alla crescita mentre si monitorano le dinamiche inflattive. Nel corso della conferenza stampa saranno molte le domande sul futuro di Powell, se rimarrà alla Fed nel ruolo di governatore o se lascerà ogni incarico.

 

Nel caso in cui annunci di lasciare la Fed, la reazione di mercato sarebbe per tassi in ribasso anticipando la nomina di un governatore “colomba”, mentre la nomina di Warsh è ormai imminente vista la risoluzione dell’investigazione su Powell. Per la BCE l’equilibrio rimane invece spostato verso il rischio di inflazione. L’Eurozona subisce un impatto asimmetrico dell’aumento dei prezzi energetici su inflazione e crescita, i tassi non saranno toccati ma l’atteggiamento sarà orientato verso un rialzo nei prossimi mesi, una pausa quindi ma con messaggi restrittivi.

 

Proprio l’entità del messaggio sarà il punto chiave, se la Lagarde sarà esplicita nell’impegnarsi rispetto ad un rialzo alla prossima riunione di giugno. L’equilibrio è delicato con l’emergere di segnali inflattivi di secondo ordine e con prezzi energetici al di sopra delle ultime proiezioni BCE, mentre gli indici di fiducia dei consumatori e PMI per le imprese sono in declino.