Chart of the Week a cura dell’Economic Team di Payden & Rygel

 

A gennaio, il governatore della Federal Reserve Christopher Waller aveva descritto il mercato del lavoro Usa come debole e fragile, sostenendo la necessità di un taglio dei tassi di interesse. Tuttavia, pochi giorni fa, lo stesso Waller ha detto di essere favorevole a mantenere invariato il tasso di policy nel breve termine. Cosa è cambiato? Non si tratta di fattori geopolitici. Piuttosto, Waller ha evidenziato come il rallentamento dell’immigrazione e l’invecchiamento della popolazione abbiano contribuito a mantenere piatta la crescita della forza lavoro nel 2025, una dinamica strutturale destinata con ogni probabilità a proseguire anche nel 2026 e oltre.

Una crescita prossima allo zero della forza lavoro implica che il ritmo di creazione di posti di lavoro necessario per mantenere stabile il tasso di disoccupazione – il cosiddetto “breakeven” – si avvicini allo zero. In questo contesto, il recente andamento dell’occupazione, caratterizzato da un’alternanza tra mesi positivi e negativi, potrebbe riflettere un nuovo equilibrio “normale”, più che un segnale di deterioramento significativo del mercato del lavoro.

Ciò nonostante, come lo stesso Waller ha sottolineato, permangono rischi al ribasso per il mercato occupazionale, dal momento che sia il tasso di assunzione sia la probabilità di trovare lavoro per i disoccupati continuano a diminuire. In definitiva, se da un lato un breakeven più basso segnala un cambiamento strutturale nel mercato del lavoro, dall’altro suggerisce che i policymaker potrebbero mantenere un atteggiamento attendista, almeno nel breve termine.