Nel secondo trimestre, la raccolta netta del mercato degli ETF domiciliati in Europa (UCITS) è stata pari a 113,6 miliardi di euro, in aumento dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2025. Amundi Etf

Il secondo trimestre ha inoltre superato i 105,8 miliardi di euro di afflussi del primo trimestre di quest’anno, con il mercato che continua a recuperare dopo la fase di volatilità e di sell-off causata dalla guerra in Medio Oriente a marzo.
Azionario
Le strategie azionarie hanno catturato quasi tre quarti degli afflussi complessivi del secondo trimestre, registrando una raccolta netta pari a 83,9 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il primo trimestre ma nettamente superiore ai 45,1 miliardi di euro registrati nel secondo trimestre del 2025.
L’allocazione regionale più significativa del trimestre è arrivata, ancora una volta, dalle esposizioni azionarie globali (all-country world), con circa 34,3 miliardi di euro, seguite dalle azioni statunitensi. Le azioni dei mercati emergenti (EM) hanno continuato ad attirare capitali nel secondo trimestre, seppur a un ritmo più lento, mentre le azioni europee hanno registrato deflussi netti, in contrasto con gli afflussi pari a 21,2 miliardi di euro registrati nel primo trimestre.
Sebbene gli afflussi verso le azioni EM siano diminuiti trimestre su trimestre, gli investitori hanno adottato un approccio più granulare verso l’area, con la raccolta distribuita tra allocazioni ampie, per paese e per settore.
Il secondo trimestre ha evidenziato un cambiamento significativo nelle preferenze degli investitori rispetto al precedente trimestre. Nel Q1, l’Europa era stata la principale destinataria dei flussi, mentre la ripresa a partire da aprile è stata guidata dalla sovraperformance delle azioni statunitensi, in particolare dei titoli a grande capitalizzazione, a seguito dell’attenuazione della crisi in Medio Oriente e dei solidi risultati societari.
Reddito fisso
È stato un trimestre positivo per il reddito fisso, con afflussi pari a circa 29,5 miliardi di euro, superiori ai 19,5 miliardi di euro del primo trimestre e ai 18,3 miliardi di euro del secondo trimestre del 2025.
Il rimbalzo è stato trainato da posizionamenti opportunistici dopo il sell-off di marzo, in particolare nei titoli di Stato. Gli afflussi verso il credito IG sono stati quasi quattro volte superiori nel Q2 rispetto al Q1, riflettendo una preferenza per strategie di carry associate a un livello di rischio relativamente contenuto.
Nel debito sovrano europeo, gli investitori si sono concentrati sulle esposizioni a tutte le scadenze, con flussi in entrata pari a 3,2 miliardi di euro, e si sono allontanati dal debito a brevissimo termine, che nel secondo trimestre ha registrato deflussi dopo aver raccolto 935 milioni di euro nel primo trimestre.
Il debito sovrano statunitense ha seguito un percorso diverso, con gli investitori che hanno continuato a preferire la duration ultra-short, che ha registrato una raccolta netta pari a 1,9 miliardi di euro, in un contesto di cautela per i timori legati al percorso della Federal Reserve e all’inflazione statunitense.
L’andamento mensile del reddito fisso è stato simile a quello del trimestre.
Nel mese di giugno, le esposizioni a tutte le scadenze hanno guidato il segmento dei titoli di Stato europei, con 656 milioni di euro di afflussi, mentre le esposizioni a brevissimo termine hanno registrato deflussi per 321 milioni di euro.
ESG
Nel corso del 2026, l’ESG ha registrato afflussi record.
La raccolta netta ESG si è attestata a oltre 21 miliardi di euro sia nel Q1 che nel Q2, per un totale semestrale di quasi 43 miliardi di euro: più del triplo rispetto al primo semestre del 2025.
Nel secondo trimestre 2026, le strategie azionarie hanno rappresentato due terzi della raccolta, mentre il reddito fisso ha contribuito per la parte restante.

