Osservando i prezzi da lontano, i segni della crisi dell’offerta e le significative interruzioni delle esportazioni del Qatar sono piuttosto difficili da individuare. Norbert Rücker, Head Economics and Next Generation Research, Julius Baer

Ci sono due fattori determinanti che spiegano questa reazione positiva. In primo luogo, l’aumento dell’offerta e la messa in funzione di nuovi terminali di esportazione hanno già compensato quasi la metà delle interruzioni. In secondo luogo, vi è una grande flessibilità della domanda, soprattutto durante i mesi estivi, proveniente dal mercato dell’energia elettrica, che sembra compensare il resto del deficit.
Rimaniamo dell’opinione che 40 euro sia il livello di prezzo che riduce la domanda in misura sufficiente ad assorbire, per il momento, l’interruzione delle forniture dal Qatar. 40 euro dovrebbero anche essere sufficientemente attraenti per mantenere le importazioni verso l’Europa e ripristinare le scorte durante l’estate.
Quasi trascurata, la storia di resilienza ancora più grande è evidente nel mercato dell’energia elettrica. L’abbondanza di energie rinnovabili smorza quasi interamente il trasferimento dei prezzi elevati del gas sui prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica, rendendo invisibile l’impatto della guerra in Iran.
La transizione energetica è il denominatore comune che rende sia la Cina sia l’Europa più resilienti agli shock esterni dei prezzi dei combustibili fossili. La politica europea si è comunque attivata questa settimana annunciando misure di sostegno. L’impegno a ridurre le tasse sulle tariffe elettriche e ad alleggerire ulteriormente gli inutili obblighi di stoccaggio del gas sarebbe una conseguenza positiva delle attuali turbolenze di mercato. Manteniamo la nostra visione neutrale sui prezzi del gas in Europa e a livello globale.

