Dal 7 luglio all’8 novembre 2026 Palazzo Lanfranchi ospita “Mimmo Jodice. Mediterraneo”, la grande mostra curata da Carlo Sala dedicata a uno dei protagonisti assoluti della fotografia contemporanea europea. L’esposizione propone un ampio percorso attraverso il suo celebre progetto dedicato al Mediterraneo, tra archeologia, memoria e paesaggio.
Una mostra nel segno del Mediterraneo
Promossa dall’Unità di Missione per la Cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura, in collaborazione con il Comune di Matera, la Fondazione Matera Basilicata 2019, il MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia e lo Studio Jodice, la mostra si inserisce nel programma di Matera e Tétouan Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026.
Il progetto racconta il Mediterraneo come spazio condiviso di culture, memorie e identità, attraverso lo sguardo unico di Mimmo Jodice, capace di restituire nuova vita ai luoghi e alle testimonianze dell’antichità.

In mostra 83 opere fotografiche
L’esposizione riunisce 83 fotografie, tra cui 68 stampe vintage ai sali d’argento su carta baritata con viraggio al selenio, realizzate dall’artista tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta.
Le opere provengono dalla Collezione privata “i Cotroneo” di Roma e dalla Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Completano il percorso cinque grandi opere della serie Danzatrici e una selezione di dieci lavori vintage e contemporanei dedicati alle più recenti ricerche dell’artista sul tema del Mediterraneo.
Il Mediterraneo tra archeologia e paesaggio
Le immagini nascono da numerose ricognizioni fotografiche dedicate alla cultura mediterranea e ai siti archeologici che hanno segnato il percorso artistico di Jodice.
Dalle visioni di Paestum, Pompei, Cuma e Baia, lo sguardo si allarga alla Grecia, alla Turchia, alla Giordania, alla Tunisia, alla Francia e alla Libia, componendo una geografia culturale che attraversa l’intero bacino mediterraneo.
Tra le opere più celebri figurano gli Atleti della Villa dei Papiri di Ercolano e le Danzatrici conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Grazie a un raffinato lavoro tecnico in fase di ripresa e di stampa, le sculture emergono dall’ombra con una forza espressiva che le rende quasi vive, trasformando il documento fotografico in una potente esperienza emotiva.

La riedizione del volume Mediterraneo
La mostra coincide con la pubblicazione della nuova edizione ampliata di Mediterraneo, il volume originariamente pubblicato nel 1995 dalla casa editrice newyorchese Aperture in occasione della mostra al Philadelphia Museum of Art.
La nuova edizione, pubblicata da Marsilio con il progetto grafico di Studio Sonnoli, include ulteriori immagini della serie e raccoglie i contributi di Carlo Sala, Predrag Matvejević e Salvatore Settis, offrendo una lettura aggiornata e approfondita dell’opera di Jodice.
Un dialogo tra passato e presente
Nelle fotografie di Mimmo Jodice, statue, rovine, paesaggi e orizzonti marini diventano strumenti di riflessione sul tempo e sulla memoria. Le antiche testimonianze del Mediterraneo perdono la dimensione monumentale per trasformarsi in presenze vive, capaci di dialogare con la sensibilità contemporanea.
Il mare, elemento ricorrente nella sua ricerca, appare come uno spazio sospeso e senza tempo, privo di riferimenti contemporanei, in cui archeologia, storia e immaginazione si fondono in una visione poetica e universale.
Con questa importante esposizione, Matera rende omaggio a uno dei più grandi interpreti della fotografia italiana e internazionale, riaffermando il proprio ruolo di crocevia culturale nel cuore del Mediterraneo.
A cura di Carlo Sala
Musei Nazionali di Matera – Palazzo Lanfranchi
7 luglio – 8 novembre 2026

